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ITALIA

In subordine i difensori hanno chiesto gli arresti domiciliari

Mondo di mezzo: gli avvocati di Salvatore Buzzi chiedono la scarcerazione

Nei confronti di Buzzi la Cassazione ha fatto cadere l'accusa di associazione di stampo mafioso e ha disposto che la corte d'Appello di Roma ridetermini la pena. L'ex procuratore capo di Roma Pignatone: mafie e corruzione condizionano Roma

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Una istanza per chiedere la scarcerazione è stata presentata questa mattina dai difensori di Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative condannato in secondo grado nel procedimento 'Mondo di mezzo' a 18 anni e 4 mesi. In subordine i difensori hanno chiesto gli arresti domiciliari. Nei confronti di Buzzi la Cassazione ha fatto cadere l'accusa di associazione di stampo mafioso e ha disposto che la corte d'Appello di Roma ridetermini la pena.

Pignatone: prova c'è, mafie e corruzione condizionano Roma
"Roma non è una città mafiosa, ma è una città in cui operano più associazioni mafiose". Lo ribadisce in un intervento sulla Stampa l'ex procuratore capo di Roma,Giuseppe Pignatone, che per la prima volta parla dopo la sentenza della Cassazione sull'inchiesta "Mondo di mezzo".   

Il magistrato ha sottolineato che "Roma non è una città mafiosa perché, a differenza di Palermo,Reggio Calabria e, in modo diverso, di Napoli, non vede la presenza egemone di una delle mafie tradizionali ma vi sono,come affermano le sentenze di numerosi giudici e della stessa Cassazione, diverse associazioni per delinquere di tipo mafioso e numerosi gruppi di soggetti che operano con metodo mafioso".   

"Alcuni di questi sodalizi criminali - spiega Pignatone -sono formati da siciliani, calabresi, campani. Altri, invece, da romani, da soggetti provenienti da altre regioni o da stranieri,ma non sono, nei loro ambiti, meno temibili di quelli'tradizionali". Poi l'ex procuratore ha precisato: £Per il diritto penale non ha senso affermare, come è stato invece fatto in questi anni per criticare il nostro operato, che non c'è mafia se non ci sono omicidi, attentati, uso di bombe e raffiche di kalashnikov".

Legale Buzzi: Pignatone ammetta l'errore, tutte le sentenze si rispettano
"Io credo che una persona esperta di mafia  come Giuseppe Pignatone dovrebbe fare una riflessione con se stesso  per chiedersi se ha compreso i confini del 416 bis". Così l'avvocato  Alessandro Diddi, difensore di Salvatore Buzzi, commenta  l'intervento su 'La Stampa' dell'ex Procuratore di Roma. "Mi stupisce, non me  lo sarei mai aspettato da un uomo che per tanti anni con equilibrio ha guidato la Procura di Roma, davanti a questa sentenza avrebbe dovuto  ammettere l'errore come hanno fatto alcuni suoi colleghi" aggiunge  Diddi. "Dopo la sentenza della Corte di Appello fui redarguito e mi  dicevano che le sentenze si rispettano, non capisco perché questa  sentenza non dovrebbe essere rispettata. I miei assistiti hanno fatto  da cavia in esperimenti giudiziari - conclude il legale - e si  dovrebbe evitare che altri cittadini patiscano lo stesso per errate  interpretazioni giuridiche".
 
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