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ITALIA

Patrimonio dell'Umanità

La riserva del Monviso eccellenza Unesco

Si tratta della prima Riserva transfrontaliera italiana, la 13esima a livello mondiale. La certificazione viene rilasciata agli Stati che si impegnano a gestire aree territoriali nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile. Il presidente del Parco del Po cuneese: "Un risultato importantissimo per tutto il nostro territorio"

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di Roberta Rizzo La sua tipica forma piramidale lo rende inconfondibile. Ma da oggi il Monviso, con il suo comprensorio, non è solo la cima più alta delle Alpi Cozie (3.842 metri) dove nasce il fiume più lungo d'Italia: è anche patrimonio dell'Umanità intera. Lo ha deciso il Consiglio di Coordinamento del programma Uomo e Biosfera (MaB) dell'Unesco che ha inserito la montagna e l'area circostante tra i siti transfrontalieri delle Riserve della Biosfera. L’Area del Monviso era entrata già a far parte, come riserva nazionale, del programma MaB un anno fa. Ora a quel riconoscimento se ne aggiunge un altro, altrettanto prestigioso: quello di diventare il 13esimo sito transfrontaliero mondiale e, in assoluto, il primo in Italia. 

Un ecosistema unico a cavallo tra Italia e Francia
La nuova Riserva Trasfrontaliera è un ecosistema unico che attraversa i confini di due Paesi: comprende infatti, da un lato, il Parco regionale del Po cuneese, di cui fa parte il Monviso, dall'altro, per la parte francese, il Parc Naturel Régional du Queyras. La candidattura, portata avanti grazie alla collaborazione dei due enti parco con i rispettivi ministeri dell'Ambiente di Italia e Francia, integra un continuum geografico di aree protette attorno al Monviso che comprende le sorgenti e il primo corso del fiume Po in Italia e un circo glaciale circondato da fondovalle in Francia. Beneficia del sostegno delle Regioni Piemonte e Provence Alpes Côte d’Azur. "E' una grande emozione che abbiamo provato già a Parigi un anno fa (quando il Monviso entrò come Riserva della Biosfera nazionale ndr). Ora arriva il riconoscimento a riserva transfrontaliera, un nuovo salto in avanti da cui non può che trarne beneficio tutto il territorio" racconta Silvano Dovetta, presidente del Parco del Po cuneese. 

Il Monviso "Riserva Unesco"
L’Area "italiana" comprende infatti 88 Comuni, di piccole e medie dimensioni (circa l’85% ha una popolazione inferiore ai 5 mila abitanti) e si estende su circa 284.500 ettari, e che va dai due versanti del Monviso, il Colle dell’Agnello e il Colle delle Traversette e raggiunge le colline del Roero attraversando i territori della Valle Maira, Valle Varaita, Valle Po, Bronda e Infernotto e l’area del Saluzzese, di Racconigi e di Savigliano (il Nord-Ovest della provincia di Cuneo), e una porzione della Provincia di Torino con i Comuni di confine di Villafranca Piemonte, Pancalieri, Cavour e Bobbio Pellice.

Ma cos'è una riserva della Biosfera?
Sono aree comprendenti ecosistemi terrestri, marini/costieri, o una combinazione degli stessi, riconosciute a livello internazionale nella struttura del Programma MaB dell’UNESCO. In un contesto simile, il fattore umano gioca un ruolo sempre più preponderante in relazione ai servizi eco-sistemici, a cui si attribuisce valore essenziale. La certificazione UNESCO viene rilasciata agli Stati che si impegnano a gestire aree territoriali nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile, con il pieno coinvolgimento delle comunità locali. 

Sostenibilità e rispetto dell'Ambiente
A inizio luglio i due ministri dell'Ambiente, quello francese e quello italiano, s'incontreranno sul Colle dell'Agnello (in provincia di Cuneo) e ufficializzeranno la nascita della Riserva che attraversa i due Paesi. "Un risultato importantissimo per tutto il nostro territorio - aggiunge Dovetta - che darà all'area del Monviso un nuovo modello di sviluppo ad ampia sostenibilità. Con questa nuova identità possiamo avere un ruolo di primo piano nel rilancio dello sviluppo locale. Con la regia del Parco e del territorio ci prepariamo per un futuro di progetti concreti". Tra questi c'è la 'carta del turismo sostenibile', una sorta di certificato che obbligherà le strutture di accoglienza turistica presenti sul territorio della Riserva (agriturismi, B&B, ma anche venditori di prodotti locali) ad osservare regole precise per il rispetto dell'ambiente e della sua biodiversità.
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