Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Morte-Regeni-Il-ministro-interno-egiziano-Ricerca-assassini-nostra-priorita-448793ac-1936-419c-956f-08bb65204f89.html | rainews/live/ | (none)
MONDO

Morte Regeni. Il ministro dell'interno egiziano: "Ricerca assassini nostra priorità"

Egitto: "Stiamo facendo grandi sforzi d'intesa con gli italiani per svelare il mistero dell'uccisione del ricercatore". Denuncia dell'Arci: "Nel 2015 in Egitto 3 sparizioni forzate a giorno"

Condividi
Grandi sforzi vengono esercitati dall'Egitto per svelare il mistero dell'uccisione di Giulio Regeni, e arrestarne i responsabili, "d'intesa con la parte italiana". Lo ha dichiarato il ministro dell'interno egiziano, Magdi Abdel Ghaffar, durante una conferenza stampa congiunta con il primo ministro, Sherif Ismail.

"La ricerca dei criminali e dei responsabili dell'uccisione di Giulio Regeni - ha ripetuto il ministro Ghaffar - è in cima alle nostre priorità, ai nostri sforzi e trattiamo questo argomento con estrema importanza, considerati anche i nostri rapporti con l'Italia ed il governo italiano". Anche perché, ha aggiunto il titolare dell'Interno, "non lasciamo alcun crimine senza trovarne gli autori, che sia esso di natura criminale o terroristica"."I nostri sforzi continuano senza interruzione", ha proseguito Ghaffar sottolineando che "informiamo e cooperiamo  con una squadra della polizia italiana, che si mostra molto comprensiva e trasmette al governo italiano gli sforzi compiuti".
   
Nella conferenza stampa, trasmessa in diretta dalla tv di stato egizia, il primo ministro Sherif Ismail ha anche annunciato nuove misure legislative che saranno decise per regolamentare i rapporti tra la polizia e i cittadini. "L'obiettivo - ha precisato - è quello di proteggere i diritti e la dignità dei cittadini". Tre giorni fa il presidente, Abdel Fattah El Sisi, aveva chiesto che entro 15 giorni siano presentate al parlamento nuove norme con pene più severe da applicare a poliziotti che si rendano responsabili di maltrattamenti contro i cittadini. Il ministro Ghaffar ha infine affermato con decisione che "il 90 per cento dei sottufficiali e' composto da persone oneste", aggiungendo che non è previsto tornare all'impiego di tribunali militari in giudizi contro civili.

Arci: "Nel 2015 in Egitto 3 sparizioni forzate a giorno"
L'omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni "non è un crimine isolato": secondo quanto ha denunciato l'Arci, che ha riferito i dati raccolti dalle associazioni egiziane per i diritti umani, sparizioni forzate e torture in carcere sono pratiche piuttosto diffuse in Egitto.
   
Secondo un comunicato congiunto di 15 gruppi egiziani per i diritti umani - ha riferito l'Arci - nel corso del solo novembre 2015 sono stati registrati 49 casi di tortura, inclusi 9 casi di morte durante la detenzione. In una sola stazione di polizia, nel distretto Matareva del Cairo, sono stati documentati 14 casi di morte in conseguenza di tortura negli ultimi due anni, con 8 persone assassinate solo nel 2015. Anche il crimine di sparizione forzata è diventato frequente in modo allarmante. Le organizzazioni stimano che nel 2015 si sia arrivati a una media di circa tre casi al giorno e sottolineano il coinvolgimento di forze di sicurezza e servizi.
   
Nel maggio 2015, ha riferito l'Arci, il direttore del Cairo Institute Bahey El Din Hassan si è rivolto al Parlamento Europeo sul caso di uno studente egiziano il cui destino è stato simile a quello di Giulio. Il corpo del giovane Islam Atito è stato trovato in una zona desertica alla periferia del Cairo; il Ministero degli Interni ha dichiarato che Atito avrebbe aperto il fuoco contro le forze di sicurezza e sarebbe stato ucciso durante un conflitto a fuoco, ma testimoni hanno collocato Islam nella sua Università pochi giorni prima che il suo corpo fosse ritrovato, quando fu scortato da un funzionario scolastico e da agenti di sicurezza fuori dal campus e mai più rivisto. In risposta alla dichiarazione di Hassan davanti al Parlamento Ue, il Cairo Institute è stato messo sotto inchiesta da un giudice. Nello stesso mese, un'altra organizzazione per i diritti umani ha lavorato a un progetto di legge per definire la tortura in accordo con gli standard internazionali: il leader di questa organizzazione e i giudici che egli aveva invitato a un simposio per discutere il progetto sono stati messi sotto inchiesta.
 
"Chiediamo urgentemente ai leader europei - ha detto l'Arci - di sottoporre queste richieste alle autorità egiziane: un cambio immediato della politica su tortura e sparizioni forzate; che invitino il Relatore Speciale dell'Onu sulla Tortura e il Gruppo di Lavoro sulle sparizioni forzate a visitare l'Egitto; che consentano alle organizzazioni per i diritti il pieno accesso a tutti i luoghi di detenzione; che si investighi sulle denunce delle famiglie delle vittime di sparizioni forzate; che vengano perseguiti tutti i funzionari di polizia direttamente coinvolti in pratiche di tortura e sparizioni forzate; che il crimine di sparizione forzata sia inserito nella legge egiziana e che venga ratificata la Convenzione per la protezione delle persone dalle sparizioni forzate e il Protocollo opzionale della Convenzione contro la tortura.
 
Condividi