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SPORT

Lutto nel ciclismo

È morto Felice Gimondi, gigante del ciclismo. Eddy Merckx: "Perdo il rivale di una vita e un amico"

Malore in Sicilia per il leggendario campione che con il "cannibale" belga fu protagonista di una lunga stagione di grandi sfide. Messaggi di cordoglio da tutto il mondo.  Mattarella: "Ha dato prestigio all'Italia"

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Si moltiplicano gli attestati  di cordoglio per la morte di Felice Gimondi. Un grande del ciclismo italiano mondiale che è morto ieri per un malore mentre faceva il bagno nelle acque di Giardini Naxos, in Sicilia. Anche il Presidente Mattarella lo ricorda oggi per "i tanti successi che hanno dato prestigio all'Italia nello sport e il suo stile di grande valore nel comportamento sportivo e umano".

Gimondi avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 26 settembre. Si trovava nella zona di Recanati quando si è sentito male. Inutili i tentativi di rianimarlo. Fu l'unico a resistere alla vena vorace del 'Cannibale' Merckx, secondo in assoluto a completare la Tripla Corona nei Grandi Giri, campione del Mondo nel 1973 a Barcellona, padrone del pavé di Roubaix e delle insidie della Sanremo. Il 'rivale' Motta: 'Colpo durissimo'.

Morte per cause naturali, nessuna autopsia
La Procura di Messina non disporrà l'autopsia. I magistrati, dopo il rapporto del medico legale che ha eseguito l'esame esterno del corpo che ha accertato la causa naturale del decesso, starebbero per firmare il nulla osta della restituzione ai familiari della salma, che si trova nell'obitorio dell'ospedale 'Sirina' di Taormina.



 Mattarella: "Ha dato prestigio all'Italia"
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime il suo cordoglio per la morte di Felice Gimondi, ricordandone i tanti successi che hanno dato prestigio all'Italia nello sport e il suo stile di grande valore nel comportamento sportivo e umano. E' quanto si legge in un comunicato del Quirinale. 

La notizia fa il giro del mondo
La notizia ha presto attraversato l'Italia e si e' anche propagata all'estero, vista la popolarita' del campione bergamasco, che tra gli anni '60 e '70 ha infiammato il pubblico del ciclismo e non solo per le sue vittorie nella stessa epoca in cui correva Eddy Merckx. La sua firma in tutti e tre i grandi giri, al Mondiale e nelle classiche piu' importanti del calendario.

Merckx: "Perdo il rivale di una vita e un amico"
Eddy Merckx ricorda il rivale-amico Felice Gimondi con parole di omaggio poetiche e allo stesso tempo di valutazione tecnica del campione che è stato. "Perdo prima di tutto un amico e poi l'avversario di una vita". "Abbiamo gareggiato per anni sulle strade l'un contro l'altro - ricorda ancora il fuoriclasse belga - ma siamo diventati amici a fine carriera. L'avevo sentito due settimane fa così come capitava ogni tanto. Che dire, sono distrutto".

"Tra i più grandi di sempre, se ne va una fetta della mia vita"
"Felice è stato prima di tutto un grande uomo, un grande campione, purtroppo ce lo hanno portato via - prosegue con la voce rotta dall'emozione Merckx - E' una grande perdita per il ciclismo. Mi vengono in mente tutte le lotte che abbiamo fatto insieme... Un uomo come Gimondi non nasce tutti i giorni, con lui se ne va una fetta della mia vita. E' stato tra i più grandi di sempre".



Omaggio sulla stampa francese: "Era la classe all'italiana"
L'improvvisa scomparsa di Felice Gimondi trova posto sulle prime pagine dei principali quotidiani stranieri, non solo sportivi, con un omaggio al campione e all'uomo. Il titolo dell'Equipe, "Addio a Gimondi, rappresentava la classe all'italiana", sintetizza il tono di rispetto e insieme affetto con cui viene ricordato l'ex ciclista bergamasco, "un'esteta in bicicletta, un uomo di grande cortesia - prosegue il giornale francese - che probabilmente ha sofferto come persona del regno di Eddy Merckx". Le Parisien riporta le parole dell'italiano, che sottolineava di aver raggiunto i suoi grandi traguardi "non grazie a doti innate, ma attraverso il lavoro e la tenacia". "Un mito del ciclismo italiano", titola invece in prima pagina lo spagnolo Marca, che dedica un ampio spazio alla figura di Gimondi, mentre "El Pais" insiste sulla grande rivalità con il 'Cannibale' belga e sottolinea che proprio in Spagna questi dovette arrendersi all'italiano nella volata del Mondiale 1973 a Barcellona. Anche i giornali del Belgio, patria di Merckx e di milioni di appassionati del pedale, dedicano spazio alla notizia, col quotidiano francofono Le Soir che fa parlare proprio il suo campione. Tutti i siti stranieri riportano quanto avvenuto ieri sera, mentre quello del Tour de France dedica a Gimondi un ricordo commosso, ripercorrendo il lungo rapporto tra il campione e la Grande Boucle, dalla vittoria all'esordio del 1965 fino al 1998, quando come suo direttore sportivo premiò Marco Pantani, primo vincitore italiano dopo di lui.


"Siamo tutti piu' soli, orfani di un campione che ha scritto la storia del ciclismo e riempito d'orgoglio il Paese con le sue imprese. Lo sport piange Gimondi, protagonista senza tempo. Ciao Felice, orgoglioso della tua amicizia e dell'esempio che ci lasci in eredita'" il ricordo del numero uno dello sport italiano, Giovanni Malagò

"Buon viaggio Felice Gimondi. Con te se ne va un pezzo della mia fanciullezza, ricordi di giochi tra amici. Sei stato un grande campione le cui gesta resteranno nei nostri cuori" le parole del sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti. "Una tristezza enorme. C'e' rammarico, delusione, un pianto nel cuore. Ho seguito tutta la sua carriera da dirigente, l'ho sempre ammirato e apprezzato" ha detto all'Italpress del presidente della Federciclismo Renato Di Rocco.

"Era un corridore vero, un duro che non mollava mai, eravamo avversari ma ci siamo sempre rispettati. Per tanti anni siamo stati assieme nel consiglio Uci, spesso viaggiavamo assieme dall'Italia a Ginevra, ci raccontavamo di tutto" le parole commosse all'Italpress di Francesco Moser, che ogni anni gli mandava il suo moscato giallo.

Tristezza anche nelle parole di Moreno Argentin, raggiunto all'estero dalla triste notizia. "Il nostro movimento perde una grande figura. Mi dispiace tanto, e' stato team manager ma anche una persona che mi e' stato molto vicino in certi momenti" il ricordo all'Italpress dell'ex ciclista veneto.

Di "unico idolo" parla l'attuale ct Davide Cassani. "Mi sono innamorato del ciclismo tifando Felice Gimondi, mio padre era un suo tifoso, ho avuto solo lui come idolo, quando ha smesso non ho piu' tifato per nessuno". "E' una grave mancanza che lascia stupiti, non ci aspettavamo questa notizia" ha detto  l'ex campione del mondo Gianni Bugno. "Ricordo un grande campione che non ha mai fatto parlare o cercato di mostrarsi al pubblico, e' sempre stato schivo, e' un campione che ha fatto la storia del ciclismo italiano".
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