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La morte del patriarca

Morto a 102 anni Livio Felluga, il "patriarca" venuto dall'Istria che rifondò la cultura del vino

Felluga ha creato  una azienda che oggi e' nota in tutto il mondo e produce 800mila bottiglie all'anno. Una laurea honoris causa in Viticoltura  gli fu conferita dall' Universita' di Udine nel 2009 e nel 2015 ha ottenuto il Premio Internazionale Vinitaly

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All'eta' di 102 anni e' morto nella notte tra mercoledi' e giovedi' colui che e' stato soprannominato il 'patriarca del vino', Livio Felluga.

La notizia e' stata resa nota dai parenti soltanto dopo che sono state svolte le esequie, in forma privata.

Livio Felluga e' morto nella sua casa, a Brazzano di Cormons (Gorizia).  

Nato a Isola d'Istria nel 1914, la storia di Livio Felluga e' contrassegnata da piu' trasferimenti, come per tante famiglie di quella zona che hanno vissuto, e sono sopravvissute, ai due conflitti mondiali. Dall'Istria, sotto differenti bandiere, dunque a Grado (Gorizia) per poi stabilirsi nell'entroterra della stessa provincia, sul Collio.

Qui, come ricorda anche il quotidiano Messaggero Veneto che alla sua figura dedica una intera pagina, con grande caparbieta' risistemo' i vecchi vigneti e ne impianto' di nuovi in una collina che all'epoca era in totale abbandono.

Uno sforzo premiato, non fosse altro che per i meriti unanimemente riconosciutigli di "rifondatore" della tradizione enoica friulana.

Con il tempo Felluga imbocco' la strada dell'alta qualita', una intuizione che gli ha consentito di far sviluppare una azienda che oggi e' nota in tutto il mondo, si estende su un'area di 155 ettari e produce mediamente 800 mila bottiglie all'anno. Una intuizione e una attivita' sancite dalla Laurea honoris causa in Viticoltura che gli fu conferita dall' Universita' di Udine nel 2009 e dal Premio Internazionale Vinitaly assegnatogli nel 2015.
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