ECONOMIA

L'inchiesta sulla ristrutturazione del derivato Alexandria

Mps, le motivazioni del processo Alexandria: "Mussari ebbe ruolo esecutivo e determinante"

Il 31 ottobre scorso i giudici di Siena hanno condannato a tre anni e sei mesi gli ex vertici di Mps, Giuseppe Mussari e l'ex dg Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri

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Siena "Mussari, avvocato, già presidente della Fondazione Mps e presidente dell'Abi" era "perfettamente in grado di comprenderem le ragioni per le quali Nomura gli stava chiedendo il suo assenso all'operazione, assumendo un ruolo esecutivo e determinante". Lo scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza del processo sulla ristrutturazione del derivato Alexandria che ha portato alla condanna a tre anni e sei mesi degli ex vertici di Mps: Giuseppe Mussari, l'ex dg Antonio Vigni e l'ex capo area finanza Gianluca Baldassarri.

L'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari e l'ex dg Antonio Vigni, "nonostante l'indiscutibile competenza tecnica di Gianluca Baldassarri che lo rendeva il soggetto che più degli altri dominava e poteva plasmare l'alchimia finanziaria" per i giudici "erano perfettamente a conoscenza dei dettagli delle operazioni della razzio economica che le legava le une alle altre". Il riferimento è ovviamente al contratto con Nomura per la ristrutturazione di Alexandria. 

I tre imputati, Mussari, Baldassarri e Vigni, dunque, hanno "occultato" il mandate agreement a Banca d'Italia e Consob, "ognuno per il proprio ruolo ricoperto in Mps, in concorso, in modo apprezzabile e condividendo l'obiettivo" perché i tre avevano "piena consapevolezza del contributo recato all'agire dei correi" scrivono ancora nelle motivazioni della sentenza i giudici di Siena
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