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CULTURA

Milano

Muore a 107 anni il critico d’arte Gillo Dorfles

Nato in una Trieste ancora austroungarica si è spento oggi dopo aver attraversato da protagonista le principali correnti artistiche del Novecento

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E’ durata 107 anni la lunga vita di Gillo Dorlfes, rivoluzionario critico d’arte morto oggi e nato nel 1910 a Trieste, città che allora era parte dell’impero austroungarico. Il suo lavoro e la sua opera, che hanno spaziato in campi molteplici inclusi l’architettura, il design, la moda e l’estetica, hanno attraversato tutto il novecento, dalle avanguardie alle proposte commerciali della cultura di massa. Dorfles è morto stamani nella sua casa di Milano:  a renderlo noto è stato il nipote, spiegando che le condizioni fisiche dell'artista erano peggiorate nelle ultime 24 ore.

Sula scomparsa del critico è intervenuto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, definendolo "una personalità di grande spessore, che ha saputo esplorare i termini della cultura moderna nelle sue diverse espressività. La sua morte priva la comunità internazionale della sua creatività, artistica e intellettuale, che ha avuto il dono della longevità rendendone partecipe, fino agli ultimi giorni di vita, l'intero paese". Per Mattarella, Dorfles era  "uomo di avanguardia, non alla moda" e "la sua ricerca ha attraversato il secolo, da quando la sua Trieste non era ancora italiana ad oggi, confrontandosi sempre con la modernità, per comprenderla criticamente, per sfidarla".

Nonostante l’età, infatti, il critico e artista si manteneva particolarmente attivo, tanto che lo scorso 13 gennaio aveva inaugurato alla Triennale di Milano una sua mostra di dipinti, che non è una retrospettiva del suo lavoro ma si compone di quindici tele nuove realizzate nel corso del 2017. Tra le altre cose, Dorfles aveva sdoganato l’uso del termine kitsch, il “cattivo gusto”, concetto che per lui pervade l’arte, gli oggetti e il vivere quotidiano, a causa di un “eccesso di informazioni, immagini, libri” che nella sua concezione porterebbe alla “morte del bello”.
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