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CULTURA

Lutto nell’ateneo

Muore dopo l’intervento in Tv l’archeologo che ha portato la Sapienza al top

Enzo Lippolis dal 2012 era il direttore del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’università romana, che aveva portato dal 101esimo al primo posto della classifica internazionale in soli 5 anni

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Era appena andato ospite in televisione, a Rai3, per parlare del suo successo come direttore del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza di Roma, che in poco più di 5 anni aveva portato dal 101esimo al primo posto mondiale, ed è morto improvvisamente poco dopo aver lasciato gli studi di Milano. Si chiamava Enzo Lippolis, aveva 63 anni ed era originario di Taranto, ma viveva a Bologna e lavorava nella capitale: archeologo di prestigio, è stato ricordato da tutta la comunità universitaria della Sapienza, che esprime “profondo cordoglio, ricordando l'impegno del docente, la statura dello studioso e le doti umane dell'amico e collega”. Da quando, nel 2012, aveva assunto la direzione del Dipartimento, Lippolis aveva messo in fila i più prestigiosi atenei internazionali, da Harvard a Oxford fino a Cambridge, ottenendo il prestigioso riconoscimento grazie alle valutazioni indipendenti dei colleghi che svolgono la stessa attività in giro per il mondo.



La Sapienza oggi è infatti la prima università al mondo per gli studi classici nella classifica internazionale QS, stilata dall'agenzia mondiale di ranking universitari Quacquarelli-Symonds. Il rettore dell’ateneo romano, Eugenio Gaudio , scrive che Lippolis univa “l’intensa attività di docente a quella di archeologo, che lo aveva visto responsabile di numerose campagne di scavo in Italia e all’estero, a quella di fine studioso, con oltre 200 pubblicazioni a sua firma”. Massimo Gramellini, di cui era stato ospite sabato scorso nella trasmissione ‘Le parole della settimana’, ha scritto che “il bisogno di dare un senso all’incomprensibile ti fa sperare che ogni cuore abbia un numero di battiti preordinato e che Lippolis abbia esaurito i suoi in tempo utile per compiere la missione che gli era stata assegnata”.
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