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SPETTACOLO

A 27 anni, già 300 concerti all'attivo

Carlot-ta in tour con il suo “Murmure” eseguito all’organo

La giovane musicista porta il suo terzo album nelle chiese. Si parte da Bologna, poi tappe a Cagliari, Milano, Roma, Firenze e Trevi

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di Nicola Iannello L’organo a canne è il protagonista della nuova avventura di Carlot-ta. La pianista e compositrice, dopo il successo dell’anteprima a Torino, presenta per la prima volta live il suo nuovo album “Murmure”, un canzoniere folk-pop interamente costruito attorno alle sonorità di uno strumento normalmente associato al repertorio sacro e al contesto liturgico. Carlot-ta ne esplorerà le infinite possibilità sonore, alternando momenti intimi e malinconici a registri scanzonati e irriverenti, solenni e impetuosi. Tra ballate romantiche, valse musette, danze macabre e motivetti synth-pop, prende così vita un tour che non poteva svolgersi se non nelle chiese e negli auditorium. Ad accompagnarla tra i visual curati da Matteo Bellizi e Natsumi Corona, i fedeli compagni di sempre: Christopher Ghidoni (synth, voce e chitarra) e Paolo Pasqualin (percussioni).
 
Al via il 19 ottobre da Bologna nell’Oratorio San Filippo Neri, Carlot-ta proseguirà il tour il 27 ottobre a Cagliari nella Chiesa Santo Sepolcro all’interno del Festival Internazionale Jazz in Sardegna - European Jazz Expo; il 9 novembre a Milano nella chiesa Cristiana Protestante per JazzMi; il 16 novembre a Roma nel Tempio Valdese; per fare poi tappa il 1 dicembre a Firenze all’Auditorium ente CRF; e il 2 dicembre a Trevi (Perugia) nella Chiesa Museo di San Francesco. Una serie di concerti gratuiti a eccezione di Milano, che proseguiranno con nuove date in via di aggiornamento.
 
Uscito lo scorso aprile, il disco è stato registrato tra Italia, Svezia e Danimarca ed è prodotto da Paul Evans, parte del team del Greenhouse Studio di Reykjavik che annovera tra le sue produzioni album di Björk, Sigur Ros, Damon Albarn, Cocorosie e molti altri. Murmure è il suono che l’aria produce quando entra nei polmoni e in questo contesto rappresenta il respiro delle canne d’organo. Un amore a prima vista per Carlot-ta, che per lo strumento ha momentaneamente abbandonato il piano.
 
“L’organo a canne - racconta - è inevitabilmente connesso a un luogo e un posto ben preciso. Per suonarlo devi necessariamente spostarti nel suo spazio, cosa che non succede con nessun altro strumento. Non lo puoi possedere. Ogni movimento attiva un meccanismo complicato, che fa entrare l’aria nelle canne e lo fa respirare. È come dare vita a un animale, enorme e grottesco. Ti fa sentire potente, e allo stesso tempo carico di un timore reverenziale”.
 
Dieci canzoni originali in inglese e una in francese in cui l’uso personale degli strumenti e della voce ricorda Björk, “Murmure” è un disco che esplora luoghi, suoni, emozioni, muovendosi con abilità tra riferimenti letterari e biblici. Percussioni e tessiture elettroniche dettano il tempo per un canzoniere cupo e barocco, in cui la musica risente delle influenze nord-europee, del cabaret weimariano, del chamber folk, della canzone francese. Un disco fuori dal tempo dalla scrittura contemporanea e marcatamente pop.
 
Ventisette anni e 300 concerti all’attivo, Carlot-ta - al secolo Carlotta Sillano - firma con Murmure il suo terzo disco, preceduto da Songs of Mountain Stream (2014) e Make me a Picture of the Sun (2011, secondo posto al Tenco, Premio Ciampi per la Migliore Opera Prima, Premio MEI Supersound per il miglior disco dell’anno).
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