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MONDO

Le prime votazioni da 25 anni

Myanmar in massa al voto, attesa per i risultati: data per vincente San Suu Kyi

La "Lega nazionale per la democrazia" del premio Nobel si prepara a governare ma i primi risultati arriveranno domani; affluenza all'80%

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Per i primi risultati bisognerà attendere domani ma è chiaro che i sostenitori di Aung San Suu Kyi si aspettano una vittoria a valanga. Al termine di una storica giornata elettorale, il primo voto nazionale libero dopo il mai onorato trionfo del partito della "Signora" nel 1990, migliaia di persone festeggiano già stasera davanti alla sede della "Lega nazionale per la democrazia" (Nld), che sogna di conquistare la maggioranza assoluta nelle due Camere del Parlamento. 

"Credo che vinceremo", ha detto alla folla festante il fondatore Tin Oo (88 anni), braccio destro di Suu Kyi. Prima e dopo il breve discorso dell'ex generale, i fan del premio Nobel per la Pace si sono radunati davanti al megaschermo che aggiornava in diretta sullo spoglio delle schede, tra boati per ogni scheda assegnata all'Nld e mugugni di delusione per quelle andate all'Usdp ('Partito di unione, solidarietà e sviluppo') del presidente Thein Sein.



"Accetteremo volontà elettori"
Il presidente Thein Sein ha ribadito che sarà rispettato il risultato delle urne. "Come ho detto nel mio discorso dell'altro giorno, accetteremo la volontà degli elettori, quasiasi essa sia", ha assicurato in un'intervista nel seggio di Naipyido', dove è arrivato per votare in compagnia della moglie. 

Affluenza all'80%
Nonostante alcuni disguidi con le liste elettorali, e degli aspiranti votanti impossibilitati a depositare la propria scheda, nell'ex capitale Rangoon e in altre città del Paese le operazioni di voto si sono svolte in linea di massima con regolarità, come certificato anche dagli osservatori Ue. Lunghe code, in alcuni casi quasi di 100 metri, si sono formate fin da prima dell'apertura dei seggi alle 6: alcuni elettori hanno dovuto aspettare ore in piedi, ma tutto si è svolto in un'atmosfera di composta pazienza, per poi mostrare con orgoglio il dito mignolo intinto nell'inchiostro viola come prova del voto.

Domani i risultati
I primi risultati ufficiali saranno annunciati domattina dalla Commissione elettorale, probabilmente con i numeri relativi ai grandi centri urbani. Per mettere insieme i dati completi di un Paese da 51 milioni di abitanti, con infrastrutture e vie di comunicazione ancora molto arretrate, servirà però almeno una settimana. Il voto deciderà la composizione della Camera alta, della Camera bassa e dei vari consigli regionali. Dato che in ogni organo legislativo un quarto dei seggi è assegnato dalla Costituzione ai militari (di fatto alleati con l'Usdp), l'Nld dovrà conquistare il 67 per cento dei seggi per avere una maggioranza in Parlamento. Un compito difficile ma non impossibile, dato il sistema elettorale maggioritario.

Un lungo percorso
Si preannunciano mesi di trattative dietro le quinte, dato che le due Camere del Parlamento e l'esercito nomineranno - uno a testa - un tris di candidati per la carica di capo di stato. Il futuro presidente (che non potrà essere Suu Kyi, in quanto vedova e madre di cittadini stranieri) si sceglierà poi un governo, nel quale alcuni ministeri chiave - Difesa, Interni, Aree di confine - saranno comunque scelti dall'esercito. La probabile rivincita di Suu Kyi sui generali che l'hanno tenuta prigioniera in casa per 15 anni potrà quindi essere annacquata da un sistema concepito proprio per tenere a freno le sue ambizioni. 
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