ITALIA

Lutto cittadino

Napoli, addio a Gerardo Marotta: fondò l'Istituto italiano per gli Studi Filosofici

Il cordoglio e l'omaggio delle istituzioni

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E' morto a Napoli l'avvocato Gerardo Marotta, fondatore e presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, che portò ad assumere rilevanza internazionale. Avrebbe compiuto 90 anni il 26 aprile. L''avvocato', così era conosciuto, era ricoverato nella Clinica Hermitage Capodimonte per le conseguenze di una caduta.

"La città perde un grande uomo, stimato in tutto il mondo, soprattutto per la sua instancabile guida dell'Istituto. Io perdo anche un amico. Gerardo era un profondo pensatore libero, un filosofo acuto e sensibile'', ha detto il sindaco Luigi de Magistris, proclamando il lutto cittadino per la giornata dei funerali, che si svolgeranno sabato prossimo, 28 gennaio, in forma laica, alle ore 12 proprio nella sede dell'Istituto, a Palazzo Serra di Cassano. La camera ardente, intanto, sarà allestita a partire da domani mattina, alle ore 9, e fino alle ore 19 negli spazi dell'Istituto, come lui desiderava. A darne notizia il figlio, Massimiliano Marotta.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Gerardo Marotta, ricordandone "la  passione meridionalista e l'impegno generoso per la diffusione del sapere e la preservazione  del patrimonio culturale del Paese".

Per i libri ha combattuto sempre, Marotta. Ed uno dei momenti più complicati della sua vita è proprio legato al destino di ben 300 mila libri - anche edizioni originali di Benedetto Croce, Giordano Bruno, cuore della biblioteca dell'Istituto - che anni fa finirono in degli scatoloni destinati ad un deposito di Casoria, in provincia di Napoli. La storia dei libri e degli scatoloni è del 2012. L'Istituto per gli studi Filosofici di Napoli, fatto nascere dall'Accademia dei Lincei, prima riceveva fondi dallo Stato poi, denunciò allora Marotta, non più. In quegli anni l'avvocato puntò il dito contro una delibera della Regione Campania del 2011 che avrebbe fermato tutto e che sarebbe stata 'responsabile' della collocazione dei libri negli scatoloni visto che la sede affidata non era stata mai messa a punto. La Regione Campania precisò di aver fatto la sua parte ma intanto Marotta mise in piedi una battaglia in difesa di libri che erano un pezzo di storia. "Giordano Bruno perché deve andare in deposito? Come fa un giovane a consultare un libro di Benedetto Croce se sta chiuso in un pacco?", si chiedeva con rammarico Marotta. Nel 2015 il sindaco di Napoli avanzò richiesta al Capo dello Stato di nominarlo senatore a vita.
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