Original qstring: refresh_ce | /dl/rainews/articoli/Napolitano-90a709fc-73e0-44c4-8677-daba10525660.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Boom di ascolti per Napolitano: 10 milioni davanti a tv. Non funziona boicottaggio FI e Lega

Numeri assoluti in crescita del 2,8 per cento per il tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica
Condividi
Roma Più di 10 milioni di telespettatori hanno seguito il tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, trasmesso sulle tv generaliste.
 
Napolitano è stato visto, solo su Rai Uno, da 4 milioni 935 mila ascoltatori, quasi centomila telespettatori in più rispetto allo scorso anno: nel 2012 erano stati 4 milioni e 821 mila gli utenti sintonizzati.

Gli ascolti del messaggio del Capo di Stato, dunque, hanno registrato un aumento, nonostante l’appello rivolto ai cittadini da M5S, Forza Italia e Lega per il boicottaggio del discorso di fine anno. Complessivamente i telespettatori che hanno seguito il discorso di fine anno del Presidente sono cresciuti di 279.000 unità, pari al 2,8 per cento in più rispetto al messaggio del 2012.
 
M5S, Lega e Forza Italia boicottano il discorso   
I grillini si erano scatenati su twitter chiedendo al popolo del web di ascoltare soltanto il contro-messaggio di Beppe Grillo. Un deputato 5 stelle, Angelo Tofalo, aveva twittato: "Mi hanno appena segnalato questo sondaggio! Guarderai il messaggio del presidente della Repubblica?" e citava questi dati: "il 97,5% (1,484 voti) ha detto no, il 2,5% (38 voti) ha detto sì". 

"Il 31 dicembre spegni il presidente e manda in onda il tricolore", questo l'invito del deputato di Forza Italia, Giuseppe Moles. A raccogliere l'appello molti altri del suo partito, da Daniele Capezzone a Giancarlo Galan, da Augusto Minzolini a Maurizio Bianconi, fino all'animatore dell'"Esercito di Silvio", Simone Furlan. L'iniziativa, promossa da una pagina Facebook, parlava di "una forma di dissenso spontaneo, libero, democratico e pacifico nei confronti del presidente Napolitano" e proponeva: "La sera del 31 dicembre scegliamo di non ascoltare il messaggio di fine anno del presidente; la sera del 31 dicembre scegliamo di appendere il tricolore alle nostre finestre e ai nostri balconi".

Discorso del Presidente
Oltre 7 milioni di italiani hanno invece deciso di seguire il discorso del Presidente. Un discorso incentrato sulle difficoltà affrontate dal Paese nell'ultimo anno e sulle sfide per il futuro. "L'anno che sta per terminare è stato tra i più pesanti e inquieti che l'Italia ha vissuto da quando è diventata Repubblica" ma "l'anno che sta per iniziare può e deve essere diverso e migliore, per il Paese". Queste le parole di Giorgio Napolitano.

Anche i politici facciano sacrifici
Un intervento che inizia subito con un pensiero ai terremotati campani e che poi prosegue con un'innovazione: la lettura di cinque lettere inviate dagli italiani al Quirinale, cinque storie che raccontano un'Italia in crisi stretta tra disoccupazione e mancanza di opportunità per i giovani. Un imprenditore scrive: "Non può essere che solo noi 'semplici cittadini' siamo chiamati a fare sacrifici. Facciamoli insieme. Che comincino anche i politici". ''Mi sembra - ha risposto il capo dello Stato - un proposito e un appello giusto". 

Il coraggio degli italiani
 "Ci sono grandi riserve di volontà costruttiva e di coraggio su cui contare", Napolitano è convinto. "Traggo da ogni racconto, denuncia o appello che mi giunge - ha spiegato il capo dello stato - stimoli per prospettare i forti cambiamenti necessari nella politica, nelle istituzioni, nei rapporti sociali". "Coraggio infine - aggiunge il presidente - di intraprendere e innovare: quello che mostrano creando imprese più donne, più giovani più immigrati che nel passato".

Preoccupa il diffondersi di "tendenze distruttive"
Il capo dello Stato sottolinea quindi: "La sola preoccupazione che ho il dovere di esprimere è per il diffondersi di tendenze distruttive nel confronto politico e nel dibattito pubblico – tendenze all’esasperazione, anche con espressioni violente, di ogni polemica e divergenza, fino a innescare un “tutti contro tutti” che lacera il tessuto istituzionale e la coesione sociale". Ecco perché "La nostra democrazia, che ha rischiato e può rischiare una destabilizzazione, va rinnovata e rafforzata attraverso riforme obbligate e urgenti".

L'appello al Parlamento
Napolitano poi chiede "alle forze parlamentari" una soluzione "che anch’io auspico possa essere la più larga – al problema della riforma elettorale, divenuta ancor più indispensabile e urgente dopo la sentenza della Corte Costituzionale".

L'Italia nel mondo e il ruolo in Europa
Non manca poi l'accenno dell'impegno italiano al contributo all'affermazione della pace e Napolitano spende anche due parole per "Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, ai quali confermo la nostra vicinanza". Sempre in funzione "della pace e della solidarietà verso quanti fuggono da guerre, oppressioni e carestie", il capo dello Stato chiede che "non si dimentichi "quello che l’Europa, l’integrazione europea, ci ha dato da decenni", cioè pace e solidarietà. Ecco perché "nessuno degli Stati si tiri indietro e si rinchiuda in un guscio destinato peraltro ad essere travolto in un mondo radicalmente cambiato".

Il settennato e le "ridicole storie di pretese sullo strapotere personale" 
Infine Napolitano racconta la sua rielezione, accettata "raccogliendo preoccupazioni e sentimenti diffusi tra gli italiani". Napolitano conosce "i limiti" dei suoi "poteri e possibilità". E ci tiene a precisare: Nessuno può credere alla ridicola storia delle mie pretese di strapotere personale. Sono attento a considerare ogni critica o riserva, obbiettiva e rispettosa, circa il mio operato. Ma in assoluta tranquillità di coscienza dico che non mi lascerò condizionare da campagne calunniose, da ingiurie e minacce". Il futuro? "Resterò presidente fino a quando “la situazione del paese e delle istituzioni” me lo farà ritenere necessario e possibile, “e fino a quando le forze me lo consentiranno”. Fino ad allora e non un giorno di più ; e dunque di certo solo per un tempo non lungo". 

Letta: "Totale sintonia con Napolitano"
"Esprimo totale sintonia con le parole e gli auspici del messaggio del Capo dello Stato. L'Italia che vuole rialzarsi e costruire con opportune e tempestive riforme si riconosce nei toni e nell'orizzonte delineato dal Presidente Napolitano". Così il premier Enrico Letta ha commentato il discorso del capo dello Stato.



 
Condividi