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SCIENZA

Eva 23, la passeggiata spaziale di Parmitano in un documentario

Sugli schermi la storia dell’attività extraveicolare del luglio 2013, quando l’astronauta italiano rischiò di morire per un guasto alla tuta spaziale. Il 42enne catanese: “Grazie a quanto è accaduto ora sappiamo come gestire queste emergenze"

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di Andrea Bettini Nello spazio non c’è nulla di facile e nulla di scontato. Anche operazioni effettuate centinaia di volte possono trasformarsi all’improvviso in una trappola. Una trappola letale. Luca Parmitano lo ha sperimentato in prima persona il 16 luglio 2013, quando per una valvola difettosa il suo casco iniziò a riempirsi di acqua durante una passeggiata spaziale. E anche se sappiamo come va a finire (l’astronauta ovviamente sopravvive), il documentario della NASA “EVA 23” di Marc Havican trasmette chiaramente l’ansia e l’angoscia di quei momenti. L’astronauta italiano dell’ESA e il regista hanno presentato la pellicola nella sede romana dell’Agenzia Spaziale Italiana. Un’occasione per ripercorrere quei momenti e anche per parlare del futuro. Perché Parmitano è pronto a tornare sulla Stazione Spaziale Internazionale nel luglio 2019 e, nel caso fosse necessario, anche ad effettuare un’altra attività extraveicolare.

La disavventura di cinque anni fa è stata oggetto di un’indagine accurata da parte della NASA. L’ExtraVehicular Activity numero 23 – da qui il titolo del documentario – è stata analizzata secondo per secondo, per capire cosa sia accaduto e per evitare che un fatto del genere, senza precedenti, possa ripetersi. “Non bisogna aver paura del fallimento perché è indispensabile per la crescita e l'evoluzione – dice il 42enne catanese – Non sapevamo come gestire un'avaria di questo tipo e grazie a quanto è accaduto ora invece lo sappiamo“. Le relazioni degli esperti, unite alla testimonianza di Parmitano, hanno messo a disposizione del regista ogni dettaglio. E il documentario mostra tutto.

Le immagini filmate in diretta durante l'emergenza, le ricostruzioni dei momenti in cui l’acqua, in assenza di gravità, si attacca al volto dell’astronauta rendendo difficile vedere e respirare, gli attimi in cui anche la comunicazione via radio salta e solo grazie alla guida del compagno Chris Cassidy Luca Parmitano riesce a rientrare nella ISS e a salvarsi. Un’emergenza gestita con professionalità e sangue freddo. Senza farsi prendere dal panico. Nella sua prossima missione, l’astronauta italiano sarà per tre mesi il comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Sicuramente non è un caso.
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