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MONDO

Offensiva turca nel territorio curdo in Siria

Nato, il segretario generale: "La Turchia fuori dal Patto Atlantico non è in discussione"

Jens Stoltenberg si è incontrato ad Ankara con il presidente turco Recep Erdoğan

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Il segretario generale della Nato, il norvegese Jens Stoltenberg, dopo l'incontro ad Ankara con il presidente turco Recep Erdoğan ha assicurato che "una esclusione della Turchia dal Patto atlantico è fuori discussione".

Stoltenberg, a capo dell'organizzazione internazionale composta da 29 paesi, tra cui la Turchia, ha affermato: "La divergenza di vedute si può sempre risolvere, ma la Turchia è sicuramente il
nostro alleato che più di tutti ha sofferto attacchi terroristici e ha accolto il più alto numero di profughi".

Erdoğan ha già avvertito l'Unione europea che, in caso di lamentele, aprirà "le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi". La Turchia ha affermato in una lettera al Consiglio di Sicurezza Onu - formato da 15 paesi, 5 permanenti e 10 che ruotano non permanenti - che la sua operazione militare è "proporzionata, misurata e responsabile".

La Nato, nata il 4 aprile del 1949 a Washington, ha "una divergenza di vedute" interna, spiega Stoltenberg in merito all'offensiva turca nel nord-est della Siria e nella regione del Rojava, territorio curdo sotto l'Ypg dal 2016. La Turchia ha fatto il suo ingresso nel Patto Atlantico nel 1952, al primo allargamento consentito dai 12 paesi fondatori, insieme alla Grecia.

Il segretario generale si è dimostrato "preoccupato" per gli sviluppi dell'offensiva turca denominata "Operazione fonte di pace" e per l'aumento "della tensione e la perdita di stabilità dell'area", ma "fiducioso che l'intervento sia proporzionato".

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