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MONDO

Il racconto

"Sono sopravvissuto bevendo la mia urina. Ho nuotato 6 ore":il racconto di un naufragio in Indonesia

Il turista francese era a bordo del barcone affondato a est di Bali dopo una tempesta: "Abbiamo aspettato finché è stato possibile a bordo del barcone che si riempiva d'acqua poi ci siamo tuffati e ho nuotato per 6 ore"

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Una notte tra le onde cercando di raggiungere la spiaggia più vicina, ma tanta paura di non farcela. E' il racconto di uno dei sopravvissuti al naufragio dell'imbarcazione turistica a largo dell'isola di Sangeang Api, in Indonesia. Bertrand Homassel, di nazionalità francese, si trovava sull'imbarcazione che si è capovolta dopo una tempesta improvvisa nella notte tra il 16 e il 17 agosto. A bordo c'erano in tutto 25 persone, 5 indonesiani e diversi stranieri, quasi tutti occidentali. Erano salpati dall'isola di Lombok la sera prima ed erano diretti al parco nazionale di Komodo, nota meta turistica. 

La tempesta e il naufragio
"Abbiamo lasciato l'isola giovedì diretti a Komodo e abbiamo trascorso la prima notte sulla barca senza alcun problema. La sera successiva, quella tra venerdì e sabato, siamo finiti nel bel mezzo di una tempesta e lo scafo si è rotto" ha raccontato Bertrand da un hotel di Bima, sulla vicina isola di Sumbawa, dove sono stati portati i sopravvissuti tratti in salvo. "I problemi sono cominciati a mezzanotte e l'equipaggio ci ha chiesto di indossare i giubbotti di salvataggio. A bordo non c'era Radio, nè GPS, nessun computer di bordo".

Soli in mezzo al mare
"C'era solo un canotto di salvataggio per 25 persone. Abbiamo aspettato finché è stato possibile a bordo del barcone che si riempiva d'acqua", ha spiegato Homassel che afferma di essere il solo francese che si trovava a bordo. "A quel punto abbiamo raccolto l'essenziale, passaporto, carte di credito e atteso fino all'ultimo momento. Sei persone sono salite sul canotto, mentre le altre si sono arrampicate sul tetto del barcone che non è affondato completamente". "Abbiamo aspettato fino a mezzogiorno - prosegue il francese - eravamo a cinque chilometri dalla costa, ma c'erano onde altissime che ci allontanavano sempre di più". Alcuni dei suoi compagni di sventura si sono stati fatti prendere dal panico e ci sono stati anche dei feriti. Poi altri hanno deciso di provare a raggiungere la costa a nuota e si sono tuffati per raggiungere l'isola più vicina che si trovava a circa 5 km dove si vedeva anche un vuclano in eruzione.  

Ho bevuto la mia urina
Il turista francese spiega si essersi tuffato per ultimo. "Abbiamo iniziato a nuotare che era mezzogiorno e siamo arrivati ​​sull'isola al tramonto, circa sei ore più tardi: ho nuotato, nuotato, nuotato". Racconta di aver passato la notte sulla spiaggia dell'isola con gli altri quattro naufraghi che si era tuffati con lui: "Abbiamo trascorso la notte tra sabato e domenica sulla spiaggia di quest'isola. Eravamo distrutti, stanchisimi e speravamo di incontrare qualche locale o qualche altro turista per potesse aiutarci ma non c'era nessuno". L'isola infatti è completamente disabitata. "Così - spiega Homassel - abbiamo bevuto la nostra urina e mangiate le foglie che trovavamo".

Finalmente in salvo
La mattina hanno iniziato a esplorare l'isola: "Abbiamo trovato un sentiero, ma era impraticabile. Poi ci siamo voltati indietro e abbiamo visto una barca in lontananza sulla spiaggia. Così abbiamo iniziato a far segnali con i giubbotti di salvataggio. Era una barca per immersioni, un grande yacht di divers che passava per caso. Ci hanno raccolto che erano circa le cinque e ci hanno portato in salvo sull'isola di Suryaman".
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