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MONDO

Guardia costiera: autorizzare lo sbarco di tutti

Nave Diciotti, sbarco di 16 migranti su disposizione della Sanità marittima

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Quinta giornata bloccati al porto di Catania, la decima sulla Diciotti, per i migranti soccorsi e salvati dalla nave della Guardia costiera a Ferragosto in acque Sar maltesi. 

Dalla nave sono sbarcati sedici migranti, 11 donne e 5 uomini, per motivi sanitari. Fonti del Viminale precisano che in questi casi non è necessario il via libera del ministero dell'Interno: lo sbarco era stato ordinato dall'ufficio di Sanità marittima. Oggi erano saliti a bordo medici e ispettori del ministero della Salute per una valutazione sanitaria medica e per verifica dei compiti di profilassi internazionale. Due dei migranti si sospetta abbiano la tubercolosi.

Dal pattugliatore della Guardia costiera tre giorni fa sono stati sbarcati 27 minorenni non accompagnati. 

Proprio mentre in procura a Roma il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, titolare dell'inchiesta sulla vicenda, ascoltava come "persone informate sui fatti" alcuni funzionari del ministero, dal Viminale hanno ribadito che "non cambia la linea della fermezza". 

Audizione in Procura per due funzionari del Viminale
Si è conclusa dopo oltre 3 ore in Procura di Roma l'audizione di funzionari del Viminale preposti alle attività della nave Diciotti. I dipendenti del ministero dell'Interno sono stati ascoltati come persone informate sui fatti dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, titolare del fascicoli di indagine per sequestro di persona e arresto illegale, in merito al perdurare della permanenza a bordo della nave della Capitaneria di Porto di 150 migranti, da giorni ferma in porto a Catania. Il procuratore di Agrigento ha lasciato piazzale Clodio senza rilasciare dichiarazioni. 

Il procuratore di Agrigento, a quanto si apprende ha ascoltato il capo del Dipartimento Liberta' civili e Immigrazione, prefetto Gerarda Pantalone, e il vice capo del Dipartimento, prefetto Bruno Corda.

L'inchiesta, aperta inizialmente per le ipotesi di sequestro di persona e arresto illegale, contestazioni che però potrebbero essere modificate dagli inquirenti, è finalizzata ad accertare se sia legittima o meno la privazione della libertà personale dei profughi in assenza di provvedimenti della magistratura.

Nel caso in cui, come ipotizza la Procura, sia stato commesso un reato, i magistrati, che procedono al momento a carico di ignoti, dovranno individuare i responsabili della violazione risalendo nella catena di comando a chi ha impedito lo sbarco. Nella delega data alla Guardia Costiera dai pm di Agrigento c'è proprio un quesito relativo a questo punto, cioè all'accertamento delle responsabilità individuali visti la pluralità dei soggetti coinvolti nella vicenda. Da qui l'esigenza di sentire i funzionari del ministero dell'Interno che si sono occupati del caso.

Salvini: "Tranquillissimo, sto lavorando ad una soluzione positiva"
"Sono tranquillissimo e sto lavorando, con buone prospettive, a una soluzione positiva. Ogni denuncia è per me una medaglia al valore", ha detto il ministro degli Interni, Matteo Salvini.

Trenta: "L'Ue vuole arrivare su Marte e poi si ferma a Catania"
"È innegabile appurare che oggi ci troviamo di fronte ad un'Europa divisa, ad un'Europa che vuole arrivare su Marte e poi si ferma a Catania! Davanti a una tale chiusura, l'Italia deve mostrarsi in grado di reagire. E quando lo fa, deve tenere sempre a mente un punto, chiaro e inequivocabile: la difesa e la tutela delle nostre Forze Armate", scrive su Facebook il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in merito alla vicenda della nave Diciotti.

Guardia costiera: autorizzare subito lo sbarco
Autorizzare lo sbarco dei profughi soccorsi "per l'estrema criticità della situazione a bordo".  La richiesta che arriva  dal pattugliatore Diciotti ormeggiato al porto di Catania con 150 migranti, parte del report del Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo di Roma sulla situazione a bordo. Il testo è stato inviato ai ministeri dell'Interno, dei Trasporti, della Difesa e degli Esteri, alla Procura nazionale antimafia e alle Procure di Palermo, Catania e Agrigento. Alcuni dei migranti  - viene spiegato - hanno manifestato l'intenzione di attuare lo sciopero della fame, poi effettivamente attuato e registrato la richiesta di esporre un cartello dalla nave con la scritta "Please, help us",  "per favore aiutateci". La Diciotti assicura il costante  monitoraggio e la massima attenzione. 

Ricorso urgente Ong a Tar Catania
Ricorso urgente al Tar diCatania di Ong per la nave Diciotti. A presentarlo per conto delle Ong è l'avvocato molisano Salvatore Di Pardo. Secondo il legale la decisione presa dal ministro dell'Interno sarebbe illegittima perché i migranti sarebbero già in territorio nazionale e al momento non si conoscono gli atti formali che impedirebbero lo sbarco dei migranti. Secondo Di Pardo non si rintraccerebbero neanche le competenze delle decisioni al di là della indagine penale che è appunto contro ignoti.

Oggi pomeriggio presidio a Catania
Alle 17 nel porto è in programma un presidio di un cartello di associazioni regionali per chiedere la 'liberazione' di "persone stremate e in precarie condizioni di salute".  Anche stamane sul molo di Levante è presente solamente personale della Guardia Costiera, Polizia di Stato, Guardia di finanza e carabinieri. Nessun volontario o appartenenti alla Protezione civile per l'assistenza allo sbarco. 

Ue, nessun accordo sui migranti Conte: "Italia trarrà conseguenze" 
Fumata nera ieri sui migranti alla riunione tecnica degli sherpa, a Bruxelles. Uno dei punti contrari, è che il flusso di migranti pro-capite in Italia è molto al di sotto di quello in altri Stati membri attualmente e perciò, a loro avviso, non vi sarebbe necessità di condividere la responsabilità.

Conte: ipocrisia Ue, ne trarremo conseguenze
"E' noto a tutti che l'Italia sta gestendo da giorni, con la nave Diciotti, una emergenza dai risvolti molto complessi e delicati. Ancora una volta misuriamo la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti. Bene. Se questi sono i 'fatti' vorrà dire che l'Italia ne trarrà le conseguenze e, d'ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d'azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa". Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un post.

Di Maio insiste: niente più soldi alla Ue
"Lo dico da capo politico del Movimento 5 Stelle, visto che la Ue non rispetta i patti e non adempie ai suoi doveri, noi come forza politica non siamo più disposti a dargli i 20 miliardi all'anno che pretendono". Lo scrive il vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio su Facebook. "Oggi l'Unione Europea ha deciso di voltare le spalle all'Italia ancora una volta. Hanno deciso di fregarsene dei principi di solidarietà e di responsabilità, nonostante nell'ultimo consiglio europeo avessero assicurato che chi sbarcava in Italia sbarcava in Europa", afferma Di Maio, che aggiunge: "A questo punto l'Italia deve prendersi in maniera unilaterale una riparazione". "Non abbiamo più intenzione di farci mettere i piedi in testa. Il MoVimento 5 Stelle si è presentato agli italiani con una missione ben precisa e non abbiamo alcuna intenzione di fare passi indietro. L'unione Europea non vuole ottemperare ai principi concordarti nell'ultimo consiglio europeo? Noi siamo pronti a tagliare i fondi che diamo all'Unione Europea. Vogliono 20 miliardi dei cittadini italiani? Dimostrino di meritarseli e si prendano carico di un problema che non possiamo più affrontare da soli. I confini dell'Italia - sottolinea - sono i confini dell'Europa", "agli italiani non chiederemo un centesimo di più", conclude.

Salvini: meno soldi a Europa se fa finta di non capire
"Gli italiani penso si aspettino buon senso, rigore e tranquillità: se in Europa fanno finta di non capire, come hanno detto giustamente Conte e Di Maio vedremo di pagare l'Europa un po' di meno". Lo dice Matteo Salvini, aggiungendo: "Il contributo possiamo diminuirlo in quota parte con quello che l'Ue non fa danneggiando l'Italia, non solo sull'immigrazione".

Martina (Pd), governo distrugge sovranità italiana 
"Un governo all'altezza delle sue responsabilità non minaccia, gestisce. Non viola le leggi, le fa rispettare. Così si distrugge la sovranità italiana #Diciotti". Lo scrive su twitter il segretario del Partito democratico Maurizio Martina. 


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