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Fiano: scritte a Locri sono sfida allo Stato

'Ndrangheta, scritte shock a Locri: "Più lavoro, meno sbirri"

Il Procuratore di Reggio Calabria: "Queste scritte rientrano nella strategia della 'ndrangheta, ma è quella che fa fuggire le imprese che il lavoro lo danno". Il Vescovo: "Qui serve lavoro onesto, che non tolga la dignità e non nasca dalla sottomissione. Qui non vogliamo il lavoro portato dalla mafia"

Frasi ingiuriose contro don Luigi Ciotti e le forze dell'ordine sono state scritte in nottata sui muri di Locri, dove ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato alla XXII Giornata della memoria e dell'impegno organizzata ogni anno dall'associazione Libera, di cui Don Ciotti è presidente.

Le frasi ingiuriose sono tre e sono state scritte sul muro perimetrale del vescovado, sul muro di un centro di aggregazione e su quello di una civile abitazione dietro una scuola. Le scritte recitano: "Don Ciotti è sbirro", "Siete tutti sbirri" e "Meno sbirri e più lavoro". Addetti del Comune hanno già provveduto a cancellarle.

Sull'accaduto indagano i Carabinieri del Gruppo Locri, diretto dal tenente colonnello Pasqualino Toscani, e in particolare la compagnia di Locri agli ordini del capitano Rosario Scotto Di Carlo, e la Polizia del Commissariato di Siderno, diretto dal primo dirigente Giuseppe Anzalone.

Fiano: sfida allo Stato
"Nell'esprimere la nostra solidarietà al Vescovado di Locri e a don Ciotti, condanniamo con forza l'atto intimidatorio di cui sono stati vittime. Le scritte apparse questa mattina a Locri sono una sfida allo Stato, alle Istituzioni democratiche e al sentimento nazionale. Una sfida che viene portata il giorno dopo la manifestazione in vista della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di tutte le mafie, a dimostrazione dell'importanza che questa giornata riveste e di quanto sia importante fare terra bruciata alla criminalità organizzata. Noi saremo sempre e comunque contro le mafie e a favore della legalità". Lo scrive Emanuele Fiano, parlamentare del Pd, in una nota.

Procuratote di Reggio Calabria: scritte rientrano nella strategia della 'ndrangheta 
"Queste scritte rientrano nella strategia della 'ndrangheta che dice meno sbirri e più lavoro, ma è quella che fa fuggire le imprese che il lavoro lo danno". Così il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho ha commentato le scritte apparse sul Vescovado di Locri. "Proprio una settimana fa - ha aggiunto - un'impresa non calabrese che lavorava all'archivio della Corte d'appello, ha abbandonato tutto ed è fuggita per le intimidazioni. Allora smettiamola di raccontare storie e cominciamo a denunciare per far sì che la 'ndrangheta smetta di ostacolare lo sviluppo in maniera ignorante. E ignorante è chi interpreta queste scritte come una verità e non come un'enorme truffa della 'ndrangheta. I carabinieri hanno già avviato le indagini e tenteremo di capire, anche attraverso le presenze nell'area della manifestazione, quale sia la migliore lettura ed a quale cosca vada attribuito il gesto. E' tipico della 'ndrangheta criticare le migliori iniziative, come quella di questi giorni, che collegano la Calabria al resto d'Italia".

Il Vescovo di Locri:  'Scritta 'più lavoro'? No a quello da mafia e caporali'
Nelle scritte comparse oggi sul Vescovado di Locri "si chiede lavoro, e questo è un problema fondamentale in queste terre. Ma qui serve lavoro onesto, che non tolga la dignità e non nasca dalla sottomissione. Qui non vogliamo il lavoro portato dalla mafia". Lo ha detto il vescovo di Locri, monsignor Francesco Oliva, raggiunto al telefono da LaPresse. Nella notte le scritte 'più lavoro meno sbirri' e 'don Ciotti sbirro' sono state tracciate sulle pareti esterne dell'edificio che in questi giorni ospita don Luigi Ciotti, presidente di Libera, intervenuto per la Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. "Don Ciotti sta facendo un lavoro eccezionale di educazione, un lavoro molto importante - ha aggiunto Monsignor Oliva - Non dobbiamo abbassare l'attenzione sulla 'ndrangheta, continuiamo a denunciare il fatto che la criminalità crea solo lavoro nero e disonesto. I caporali tolgono la dignità e calpestano i diritti degli operai. Il lavoro della mafia non ci serve".