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ITALIA

Maxi inchiesta

'Ndrangheta in Emilia, intercettazioni choc: le minacce del boss e i colpi di pistola

Nuovi dettagli dall'inchiesta sulla criminalità organizzata al Nord che ha portato all'arresto di oltre 160 persone

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"Ricordati che quando esci con lo 'Tsunami'... neanche quello che vedi! Se vuoi dire che siamo stati bene è un conto ma le cose più intime tienitele per te. Ti faccio vedere una cosa". E partono 5 colpi di pistola. È uno dei file relativi alle intercettazioni telefoniche dei Carabinieri durante l'operazione Aemilia anti 'Ndrangheta al Nord, che ha portato a 160 arresti: 117 in Emilia Romagna.

L'audio choc
In una intercettazione, Roberto Turrà (ora in carcere) parla con un'altra persona, estranea all'associazione criminale smantellata dalla Dda di Bologna. Stando al tono della conversazione sembra intimargli di tenersi certe cose per sé.

Un'altra intercettazione
Un altro colloquio, tra il ravarinese Vincenzo Mancuso e Antonio Gualtieri, evidenzia come può avvenire la spartizione del territorio per la malavita. "Noi, noi siamo calabresi. E se dobbiamo andare a casa di un napoletano e chiedere i soldi prima ci andiamo ad informare dov'è la persona poi andiamo dalle persone del posto e chiediamo il permesso se possiamo andare a casa di quello. Allora mi ha detto ah se è così Vince ti chiedo scusa".
 
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