POLITICA

'Ndrangheta, un cartello fa litigare Anci e Comune di Buccinasco

L'Anci vuole l'affissione del cartello "Comune vietato alla 'ndrangheta" accanto all'insegna all'ingresso della città, ma l'amministrazione non ci sta."Finché una legge non proibirà di dare la residenza ai mafiosi, non lo affigeremo". Polemiche anche con il sottosegretario Ferri

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Buccinasco “Comune vietato alla ‘ndrangheta”? No, grazie. E’ polemica nelle ultime ore tra l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e il Comune del piccolo centro in provincia di Milano, per il rifiuto di quest’ultimo di affiggere all’ingresso della città il cartello recante il messaggio contro la malavita organizzata. 

L’idea dell’insegna “antimafiosa” è stata lanciata tempo dall’opinionista Klaus Davi ed è stata sposata dalla stessa Anci che ha deciso di inserirla all’interno della campagna “100 comuni contro le mafie”, partita a maggio scorso e rivolta a tutti i Comuni che vogliano impegnarsi in prima linea nella lotta alla criminalità.  

Il Comune di Buccinasco è noto alle cronache come “Platì del Nord” per la sua alta densità mafiosa, oggetto delle inchieste Cerberus del 2008 e Parco sud del 2009, sul clan Barbaro-Papalia che, secondo l’accusa, sarebbe ben radicato nell’hinterland milanese e avrebbe una posizione di primo piano nel mercato edile, con la complicità dell’imprenditore Maurizio Luraghi, titolare dell’impresa “Lavori Stradali”. Domenico e Salvatore Barbaro erano stati condannati per associazione mafiosa dalla Corte d’Appello di Milano, ma a gennaio la Cassazione aveva annullato la sentenza, per cui si attende l’esito del terzo processo in appello.

Però la presenza delle mafie al nord e in questo caso in Lombardia, non è una novità. Infatti tra i Comuni che hanno aderito alla campagna promossa dall’Anci, Trezzano sul Naviglio ha già esposto il cartello che dà il benvenuto in città: “Trezzano sul Naviglio, Comune vietato alla ‘ndrangheta”.  

Ma a Buccinasco non sono dello stesso avviso. "Non possiamo mettere un cartello del genere perchè a Buccinasco gli 'ndranghetisti ci vivono, e scrivere 'vietato alla 'ndrangheta' sarebbe una presa in giro nei loro confronti, nei confronti dei nostri cittadini. La 'ndrangheta qui è residente", ha spiegato Rosa Palone, presidente del Consiglio comunale. "Nessuno si può permettere di vietare la residenza a uno 'ndranghetista in questo territorio – ha proseguito -. Nel momento in cui sarà vietata per legge la residenza ai cittadini 'ndranghetisti, allora lo scriveremo. Fino a quel momento possiamo, perchè sarebbe prenderli in giro".

Al rifiuto di Buccinasco ha risposto il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri, che ha sollecitato il sindaco Giambattista Maiorano a un ripensamento, ma con scarsi risultati. "Contro la mafia sono importanti i fatti concreti ma anche gli atti simbolici . ha dichiarato Ferri – per cui invito l’amministrazione a ripensarci".

L’amministrazione comunale del piccolo centro lombardo, però, si difende: abbiamo aderito sin dal primo momento alla campagna dell’Anci, ha sottolineato Palone, e da tre anni il Comune organizza la kermesse “Buccinasco contro le mafie. Inoltre 21 agosto di quest'anno sono stati inaugurati i lavori di tinteggiatura nella villa confiscata alla famiglia Barbaro - Papalia: “Io, il sindaco e altri dell'amministrazione siamo tornati dalle vacanze appositamente perché ci tenevamo ad esserci . Non c'era, invece, l'Anci, e non c'era il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri. Ma c'erano i Barbaro - Papalia, e noi eravamo soli a dire che quella casa, ora, è nostra".

Un altro rifiuto ad aderire a questa campagna di comunicazione contro la ‘ndrangheta è arrivato anche da Locri, in provincia di Reggio Calabria. Il sindaco Giovanni Calabrese, infatti, qualche giorno fa aveva definito ha definito “ridicola” l’iniziativa dei ‘cartelli antimafia’. “Non ne possiamo  più di questo spettacolo antimafia, portato avanti da chi vuole mettersi in luce sulle spalle dei nostri morti e delle nostre disgrazie”. 
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