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MONDO

La morte del giornalista dissidente

Fonte turca, in consolato prove omicidio Khashoggi

A Riad il segretario di Stato Usa, Pompeo

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La polizia ha trovato nel consolato saudita a Istanbul le prove che il giornalista Jamal Khashoggi è stato ucciso lì. Lo ha detto all'Ap un funzionario turco.

Un funzionario turco di alto livello ha reso noto che la polizia, durante le sue ricerche al consolato saudita di Istanbul, ha trovato "prova certa" che il giornalista dissidente sia stato ucciso lì. Il funzionario, parlando in condizione di anonimato, non ha fornito dettagli di tali prove, ritrovate al termine di lunga ricerca al consolato, che si è conclusa stamane. Finora Riad ha definito tale accuse "senza basi", ma secondo i media americani i sauditi potrebbero presto riconoscere che Khashoggi sia stato ucciso nel loro consolato di Istanbul, forse al culmine di interrogatorio sfuggito di mano.

Il console generale dell'Arabia Saudita a Istanbul, Mohammed al-Otaibi, è partito oggi per Riad, nel pieno dell'inchiesta sul sospetto omicidio di Khashoggi. Lo riporta il giornale Haber-Turk, secondo cui il console è partito alle 16 ora italiana. Anche l'agenzia di stampa di Stato turca Anadolu riporta che ha lasciato la Turchia. Secondo Cnn-Türk, il diplomatico è partito da solo.

Trump: Riad non sa nulla
Riad continua a negare che nel suo consolato a Istanbul sia avvenuto un bagno di sangue. "Ho parlato con il Principe della Corona dell'Arabia saudita, che ha del tutto negato di essere a conoscenza di ciò che accadeva al consolato", ha affermato Donald Trump in un tweet. Il principe ereditario, Mohamed bin Salman, ha aggiunto il presidente americano, ha fatto partire una inchiesta "piena" e "rapida" sulla scomparsa del giornalista, e "i risultati arriveranno a breve".
La stampa Usa
In precedenza, il New York Times aveva scritto che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman "approvò" l'interrogatorio "poi finito male" di Khashoggi, per il quale aveva disposto un trasferimento forzato in Arabia Saudita. L'ufficiale di intelligence che ha condotto l'interrogatorio era "un amico del principe". Lo 007 si sarebbe spinto troppo oltre, finendo con l'uccidere il giornalista dissidente, "per dimostrare le sue capacità" in un'operazione segreta. 

Segretario di Stato Usa Pompeo a Riad vede re Salman
Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, su richiesta di Trump è a Riad dove ha incontrato il re Salman.  Al termine del colloquio, Pompeo ha ringraziato il re per essersi assunto "l'impegno per un'indagine completa e trasparente" sulla sparizione del giornalista.

Ispezione consolato saudita durata per tutta la notte
Ed è durata oltre nove ore, protraendosi fino all'alba, l'ispezione del consolato saudita a Istanbul da parte di un team di investigatori turchi alla ricerca di prove che possano fare luce sulle sorti del giornalista saudita. Secondo il sito del quotidiano 'Hurriyet', la squadra di investigatori turchi, composta complessivamente da una decina di persone, tra cui funzionari della Direzione per la Sicurezza di Istanbul, ha lasciato il consolato prima delle cinque del mattino ora locale. Il team di specialisti ha prelevato alcuni campioni di suolo e una porta metallica dal giardino del consolato. Il procuratore turco assegnato alle indagini ha lasciato la rappresentanza diplomatica saudita circa un'ora e mezza più tardi, seguito poco dopo da un team di inquirenti sauditi.

Cnn: Riad pronta ad ammettere morte Khashoggi per interrogatorio finito male 
L'Arabia Saudita si preparerebbe intanto ad ammettere che il giornalista dissidente ed ex consigliere della famiglia reale saudita  è morto per via di un interrogatorio andato male. Lo riferisce Cnn che cita due fonti. Secondo le indiscrezioni di Cnn, l'Arabia Saudita ammetterà anche di avere pianificato un rapimento di Khashoggi per riportarlo presumibilmente in patria. Ciò confermerebbe quanto sostenuto fino ad ora dalla Turchia, che ha detto di avere file audio e video che confermano la tortura del giornalista in auto-esilio da in anno in Usa e che era andato nella sede consolare saudita a Istanbul per ottenere documenti sul suo divorzio.

Le reazioni nel mondo
Resta da capire come l'America di Donald Trump e la comunità internazionale reagiranno a un simile mea culpa. Sabato scorso il 45esimo presidente Usa aveva promesso una "punizione severa" nel caso in cui Riad fosse responsabile dell'assassinio di Khashoggi. L'Arabia Saudita ieri aveva risposto promettendo azioni ancora più forti a qualsiasi ritorsione. La minaccia è sembrata un riferimento alla volontà di usare il rialzo dei prezzi del greggio come arma politica.
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