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ITALIA

La sentenza del 19 novembre

"Non fu consegnato dal Brasile, accordo nullo". La Cassazione conferma ergastolo per Cesare Battisti

Così la Suprema Corte nelle motivazioni con cui lo scorso 19 novembre ha confermato l'ergastolo e respinto la richiesta di Battisti di commutazione della pena, dichiarando "caducato" l'accordo tra i due Stati

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Dal momento che Cesare Battisti non è stato consegnato all'Italia dal Brasile "l'estradizione non può dirsi né perfezionata né conclusa", e non può essere fatta valere la "condizione" della commutazione dell'ergastolo con la pena a 30 anni alla base della procedura. Così la Cassazione nelle motivazioni con cui lo scorso 19 novembre ha confermato l'ergastolo e respinto la richiesta di Battisti di commutazione della pena, dichiarando "caducato" l'accordo tra i due Stati.


Battisti, condannato per quattro omicidi commessi alla fine degli anni '70, è stato arrestato nello scorso gennaio in Bolivia, dopo 37 anni di latitanza, ed è detenuto in carcere a Oristano. Le questioni sollevate con il ricorso dalla difesa riguardavano la persistenza dell'efficacia dell'accordo di commutazione della pena che era stato stipulato tra le Autorità italiane e brasiliane, in vista dell'estradizione dal Brasile (ma Battisti alla fine venne consegnato all'Italia dalla Bolivia) nonché la legittimità della procedura culminata nell'espulsione del condannato dalla Bolivia. La Corte di Cassazione ha dunque ritenuto corretta la decisione della Corte di assise di appello milanese. 
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