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MONDO

Atene

Norman Atlantic, c'è un superstite greco che cerca i suoi salvatori italiani per ringraziarli

In un'intervista alla giornalista greca freelance Omaira Gill un superstite del traghetto racconta la sua esperienza e vuole conoscere gli uomini dell'aviazione italiana che lo hanno salvato

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Tra i superstiti della Norman Atlantic c'è un signore greco di 64 anni, Andreas Tolaros. Si era imbarcato a Patrasso e ha vissuto i terribili momenti a bordo del traghetto. Ma adesso ha solo un desiderio: ringraziare l'aviazione italiana per averlo salvato.

La sua storia inizia alle 3 di notte del 28 dicembre, quando nella sua cabina sente odore di bruciato. Insieme al suo amico si sveglia e decide di uscire sul ponte esterno. Quando arriva nella 'zona lounge' si accorge dell'incendio del garage e di tutti gli altri passeggeri ormai nel panico.

Tolaros racconta di un equipaggio che cerca di gestire la confusione ma anche di un sistema di allarme che non funziona e di scialuppe di salvataggio insufficienti. Di voci che si rincorrono a bordo, sul capitano che ritarda ad informare le autorità a terra nonostante le condizioni meteo e del mare ostili. Di camionisti che aiutano i passeggeri. 

Una situazione affrontata senza acqua e cibo per 18 ore fino a quando arrivano gli eroi di Andreas. Un elicottero dell'aviazione italiana atterra sulla piattaforma a destra del traghetto. Il primo viaggio verso l'Italia è riservato a donne e bambini che si trovano lì vicino. Poi l'elicottero torna ed è il momento dell'uomo greco che sale insieme al suo amico.

La destinazione è la base dell'Aeronautica a Galatina (Lecce). Qui viene visitato, vestito con abiti militari e portato nel vicino ospedale. Il giorno dopo da Bari prende un aereo e torna ad Atene. Di quegli uomini che lo hanno salvato non conosce i nomi, ha solo delle foto con loro. Adesso li cerca, vorrebbe rincontrarli, per ringraziarli di avergli salvato la vita.




    
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