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SPORT

Olimpiadi Pyeongchang

Doping, positivo anche il secondo campione del russo Krushelnytsky. A rischio il bronzo nel curling

La squadra russa rischia a questo punto di vedersi chiudere definitivamente le porte circa la possibilità di sfilare alla cerimonia di chiusura dei Giochi con i colori della propria bandiera e con la divisa ufficiale preparata prima della sospensione da parte del CIO del 5 dicembre scorso

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Il Tribunale arbitrale dello sport (Tas) ha confermato di aver avviato la procedura nei confronti dell'atleta russo di curling Alexander Krushelnytsky trovato positivo ad un controllo antidoping. La notizia e' stata resa nota dal Tas a seguito della positivita' al meldonio anche del campione B, analizzato oggi presso il laboratorio accreditato dall'agenzia mondiale antidoping a Seul. Attualmente non e' stata resa nota alcuna data dell'udienza.

Krushelnytsky, 25 anni di San Pietroburgo, ai Giochi di PyeongChang ha conquistato la medaglia di bronzo nel curling misto assieme alla moglie, la modella Anastasia Bryzgalova.

Il meldonio usato anche dalla tennista Sharapova
Secondo alcuni esperti e scienziati, come il lettone Ivars Kalvins, il meldonio non migliora le prestazioni atletiche ma "se parliamo di atleti di sesso maschile, molti di loro lo prendono allo scopo di migliorare le proprie prestazioni sessuali". Tra gli atleti ad essere sospesi perché positivi al meldonio anche la tennista russa Maria Sharapova. 


La squadra russa rischia a questo punto di vedersi chiudere definitivamente le porte circa la possibilità di sfilare alla cerimonia di chiusura dei Giochi con i colori della propria bandiera e con la divisa ufficiale preparata prima della sospensione da parte del CIO del 5 dicembre scorso.

La Russia è stata esclusa dai Giochi olimpici a seguito dello scandalo del doping di Stato ma 168 atleti sono stati dichiarati idoenei a partecipare sotto la bandiera neutrale dell'Olympic Athletes from Russia.

Attualmente gli atleti russi gareggiano sotto la bandiera neutrale con i cinque cerchi olimpici e con l'acronimi di OAR.

Mosca non ha versato la multa
 La Russia non ha versato la multa inflitta dal Comitato olimpico internazionale nel dicembre scorso pari a 15 milioni di dollari (circa 13 milioni di euro) finalizzata all'impegno nella lotta al doping. A confermarlo e' il capo delegazione degli atleti olimpici russi (Oar), Stanislav Pozdnyakov nel dire che versera' la somma alla cerimonia di chiusura solo se la sospensione verra' revocata. Sospensione intensa come possibilita' di sfilare sotto la propria bandiera e con le divise olimpiche russe e non quelle bianche dell'Oar.
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