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ITALIA

La spaccatura

Olimpiadi a Torino, tensione in Giunta M5S. Sindaco Appendino: "Se non passano si va tutti a casa”

"Esistono idee differenti all’interno del Movimento a riguardo della candidatura ai Giochi – commenta il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli – ma i 5 Stelle e il governo non possono rilanciare una proposta di Torino che è sostenibile, che non spende e che non cementifica e che io ritengo migliore anche di altre città, anche di Milano”

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Sono state rinviate alla seduta della prossima settimana le comunicazioni in Consiglio comunale a Torino del sindaco Chiara Appendino, sulla possibile candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026.

La riunione
I giochi però rischiano di far saltare la giunta torinese: durante la notte c’è stata una riunione di maggioranza, la più tesa della storia dell’amministrazione a Cinque Stelle. Iniziata alle 18, senza sindaca e assessori, man mano che il clima si faceva più teso sono arrivati tutti di corsa. Appendino in testa, con lei anche il vice Guido Montanari, l’assessore al Commercio Alberto Sacco, quelli dell’Ambiente e alle Famiglie, Alberto Unia e Marco Giusta. La sindaca ha più volte minacciato: “Se non passa qui si va tutti a casa”. Un braccio di ferro lunghissimo, che spacca il Movimento. Al centro del contendere la candidatura di Torino e il dossier che Sasso sta mettendo a punto per il Coni e per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti.

Le dichiarazioni
“Se lo fai perché rappresenta un plus, allora va bene. Se invece lo si fa per dare una sistemata alle problematiche politiche del Paese allora il Comitato Olimpico Internazionale lo capisce e c’è il rischio che non ti voti”. Queste le parole del numero uno del Coni, Giovanni Malagò.
“Esistono idee differenti all’interno del Movimento a riguardo della candidatura ai Giochi – commenta il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli – ma i 5 Stelle e il governo non possono rinunciare una proposta di Torino che è sostenibile, che non spende e che non cementifica e che io ritengo migliore anche di altre città, anche di Milano”. Ma per il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, “ha più possibilità una città come Milano di vincere la candidatura ed a ospitare l’evento sportivo invernale rispetto ad altre città”.

Il rifiuto
A Roma invece non si è ancora spenta del tutto l’eco delle polemiche che seguirono la decisione della sindaca Virginia Raggi di ritirare la candidatura della Capitale per i Giochi del 2024. Anche per questo è stata accolta con una certa sorpresa la benedizione di Beppe Grillo a una nuova edizione delle Olimpiadi Invernali nell’altro capoluogo di Regione a Cinque Stelle, Torino. Forse la mossa del comico genovese ha una logica politica, come dimostrare che il no di Roma aveva motivazioni specifiche: “Dobbiamo provare a ideare un’Olimpiade diversa, sostenibile. Non possiamo perdere l’opportunità di dimostrare che il Movimento sa raccogliere le sfide e provare a gestire cose complicate”.
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