ITALIA

Processo a Milano

Omicidio Caccia, condanna all'ergastolo per Rocco Schirripa

La Corte ha ritenuto Schirripa responsabile dell'omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, assassinato dalla 'ndrangheta nel 1983 a Torino

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Rocco Schirripa è stato condannato all'ergastolo come esecutore materiale dell'omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, assassinato dalla 'ndrangheta nel 1983 a Torino. Lo ha deciso la Corte d'Assise di Milano al termine del processo (ripartito 'da zero' dopo un vizio formale) a carico del 64enne ex panettiere, arrestato nel dicembre 2015 a oltre 30 anni di distanza dai fatti.

Il processo a carico di Schirripa prese il via nel luglio 2016. Ma a novembre dello scorso anno, a causa di un errore procedurale, la Corte fu obbligata a fermare i lavori e ricominciare da capo. Molte intercettazioni agli atti vennero stralciate. Schirripa venne scarcerato e subito riarrestato per il processo-bis. "Il percorso di questo processo - ha detto il pm Tatangelo all'inizio della sua requisitoria - è stato complesso, ma siamo caduti e ci siamo rialzati" e ora a disposizione della Corte c'è "una pluralità di elementi di prova che vanno valutati in modo congiunto". Schirripa, difeso dagli avvocati Basilio Foti e Mauro Anetrini, si è sempre dichiarato innocente.

Per l'omicidio è stato già condannato in via definitiva come mandante Domenico Belfiore, dell'omonimo clan.

Le figlie, giustizia non ancora fatta
"C'e' ancora molto da fare, speriamo che non finisca qui. Ci sono ancora tante cose da indagare e da aggiungere". E' questo il primo commento di Paola e Cristina Caccia, figlie del magistrato assassinato nel 1983, dopo la sentenza che ha condannato Rocco Schirripa all'ergastolo.
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