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ITALIA

L'omicidio di Willy Branchi

Ucciso 30 anni fa a Goro, si riaprono le indagini

Le indagini riguardarono anche un giro di pedofilia. Il Gip di Ferrara Carlo Negri ha accolto l'opposizione dei familiari all'archiviazione presentata dalla procura e ha sollecitato "a iscrivere nel registro indagati coloro che si rendessero responsabili di falsa testimonianza e favoreggiamento". Un riferimento all'omertà denunciata in occasione dell'indagine riaperta una prima volta nel 2014

Procura di Ferrara
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Nuove indagini sull'omicidio di Willy Branchi, il ragazzo 18enne di Goro ucciso il 30 settembre del 1988, in circostanze mai chiarite, nonostante indagini che riguardarono anche un giro di pedofilia: a 30 anni dalla morte, il Gip di Ferrara Carlo Negri ha accolto l'opposizione dei familiari all'archiviazione presentata dalla procura.

Il giudice ha ordinato accertamenti che coinvolgono un sacerdote all'epoca già indagato e la cui posizione venne poi archiviata. Ed è stato chiesto anche un approfondimento che riguarda l'Arma dei carabinieri per indagini svolte nel 1996 e mai concretizzate.

Il gip nell'ordinanza spiega che " indispensabile svolgere ulteriori approfondimenti" e sollecita la procura "a iscrivere nel registro indagati coloro che si rendessero responsabili di falsa testimonianza e favoreggiamento": un riferimento all'omertà che ha fatto da sfondo all'indagine riaperta una prima volta nel 2014. C'è la possibilità che venga di nuovo ascoltato don Tiziano Bruscagin, parroco di Goro all'epoca dei fatti e che oggi vive nel Padovano.

Il sacerdote fu indagato e poi archiviato, per una sua parziale ritrattazione. Qualora opponesse ai magistrati il segreto confessorio su fatti e persone legate all'omicidio, il Gip segnala di valutare di interpellare le autorità ecclesiastiche per informarle di eventuali violazioni del Diritto canonico.

Willy Branchi venne trovato morto, con il volto completamente devastato da una pistola da macello e il corpo lasciato nudo lungo l'argine del fiume Po, alle porte del paese di Goro. Per l'omicidio venne indagato Valeriano Forzati, che nel 1989 uccise quattro persone, poiché fu visto con lui quella sera, ma poi venne prosciolto dal giudice istruttore l'anno dopo. 

"Sono quasi 30 anni che attendo risposte da molte istituzioni senza mai averle avute e credo che ora si sia sempre più vicini alla verità; posso dire che finché avrò cuore e gambe per combattere non mi fermerò di certo, per la memoria di mio fratello Willy. Ucciso, come dice anche il giudice, in modo orrendo". Luca Branchi, il fratello più grande di Willy, reagisce così dopo l'ordinanza del Gip che ha ordinato nuove indagini sull'omicidio.

"Estremamente soddisfatto" della decisione del giudice Simone Bianchi, legale della famiglia, perché l'ordinanza "apre una nuova fase dell'indagine che porterà a mio avviso a scoprire l'autore dell'omicidio di Willy e tutti coloro che hanno coperto in 30 anni, a Goro, i responsabili.  Anche sul ruolo del sacerdote, don Bruscagin, secondo l'avvocato la sollecitazione del giudice "dimostra che il parroco cosi come lui stesso ha affermato era a conoscenza  di particolari importanti su questo omicidio, tanto che  stato indagato per false informazioni, ha poi ritrattato e solo per questo motivo era stato archiviato. Ma il suo ruolo - ha detto - è ancora fondamentale "per dare una verità, finalmente, a questa
tragedia. Ora speriamo venga fatta piena luce".
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