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MONDO

Il voto del Consiglio di Sicurezza

Lo schiaffo di Obama: storica astensione USA e l'Onu condanna Israele per le Colonie in Cisgiordania

Per la prima volta da tempi immemorabili gli Stati Uniti non pongono il veto e lasciano passare una risoluzione che è un atto di condanna per la politica degli insediamenti nella West Bank del governo Netanyahu. Neanche troppo sullo sfondo un inedito contrasto tra il Presidente in carica e il Presidente eletto. Trump: "Dal 20 gennaio le cose cambieranno"

Consiglio sicurezza Onu (Ansa)
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Astensione storica degli Stati Uniti all'Onu, grazie alla quale il Consiglio di Sicurezza ha approvato una risoluzione di condanna degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, uno schiaffo ad Israele secondo il presidente palestinese Abu Mazen, e un forte sostegno alla soluzione a due stati.  

Ma Israele non ci sta e il premier Benyamin Netanyahu annuncia che non rispettera' la risoluzione, mentre il Presidente eletto degli stati uniti Donald Trump promette: con me cambiera' tutto il 20 gennaio.   

Al voto si e' arrivati dopo un braccio di ferro tra l'amministrazione Obama e il governo Netanyahu, che si e' persino rivolto a Trump per tentare di scongiurare il passaggio del testo attraverso il veto degli Usa. Ma cosi' non e' stato.

Stavolta Barack Obama ha fatto seguire alle parole i fatti. e, dopo aver criticato piu' volte la politica di Israele sulle colonie nella West Bank, ha deciso di dare un segnale forte come non mai, permettendo il varo di una decisione in cui si afferma che gli insediamenti non hanno una validita' legale e ostacolano il processo di pace in Medio Oriente.

L'ira di Israele - che aveva gia' definito "vergognosa" l'attesa mossa di Obama alla vigilia del voto -  non si e' fatta attendere, con l'ambasciatore presso il palazzo di vetro che ha parlato di "risoluzione scandalosa".
 
La risoluzione dell'Onu che condanna degli insediamenti israeliani in Cisgiordania è una "vergogna" e lo Stato ebraico intende "interrompere i finanziamenti" alle istituzioni Nazioni Unite. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu, citato dai media locali, nel primo intervento pubblico all'indomani del voto del Palazzo di Vetro.    "La risoluzione definisce la terra israeliana occupata, e questo è vergognoso", ha detto il premier. Il presidente Barack
Obama "si è schierato contro Israele". "Ho chiesto al ministero degli Esteri di avviare una rivalutazione entro un mese di tutti i nostri contatti con le Nazioni Unite, compresi i fondi israeliani alle istituzioni Onu e alla presenza di rappresentanti in Israele", ha detto il premier. Netanyahu ha poi annunciato di aver già disposto il congelamento di circa 30 milioni di shekel destinati a "cinque strutture Onu particolarmente ostili nei confronti di Israele". 

L'annuncio dell' astensione Usa da parte dell'ambasciatrice americana Samantha Power e' stata accolta nella sala dei quindici con un'ovazione: "Gli stati uniti - ha detto - non possono sostenere allo stesso tempo gli insediamenti israeliani e la soluzione dei due stati, uno israeliano e uno palestinese".   

Per Obama si tratta di una piccola-grande rivincita dopo aver fallito nel favorire i negoziati tra israeliani e palestinesi, fin dal 2009 la sua priorita' numero uno in politica estera.

Con la decisione di dare carta bianca al segretario di stato John Kerry la cui missione era di portare a casa una storica pace. cosi' non e' stato, anche a causa dei gelidi rapporti tra Obama e Netanyahu che hanno fatto precipitare le relazioni tra Usa e Israele ai minimi di sempre.  

L'interferenza di Trump: "Le cose cambieranno dal 20 gennaio"
Neppure Donald Trump e' riuscito a fermare il voto dell'Onu o a convincere la casa bianca a presentare il veto come in passato.   A lui si e' rivolto il governo israeliano quando oramai si era capita l'intenzione di Obama.

Il tycoon - con un' interferenza senza precedenti per un presidente eletto - ha provato il tutto per tutto, telefonando anche al presidente egiziano Al Sisi che aveva presentato la risoluzione originaria.




Una chiamata che in effetti ha portato l'Egitto a rinunciare al voto nella giornata di giovedi'.    Ma a distanza di  poche ore sono stati altri quattro paesi a ripresentare il testo (Malesia, Nuova Zelanda, Senegal e Venezuela).

A quel punto i giochi erano fatti. la risoluzione e' passata con 14 voti e l'astensione degli Usa.





E dire che nel 2011 l'amministrazione Obama era invece ricorsa al veto contro una simile condanna della politica israeliana sulle colonie, mentre ha posto il veto in Consiglio di sicurezza altre 40 volte su risoluzioni critiche verso Israele.

L'unica astensione usa che si ricordi risale all'amministrazione Bush nel 2009, quando gli Usa non posero il veto su un testo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.


Ambasciatore Israele: 'risoluzione scandalosa'
Né il Consiglio di sicurezza dell'Onu né l'Unesco possono spezzare il legame fra il popolo di Israele e la terra di Israele". Lo afferma l'ambasciatore israeliano all'Onu, Danny Danon. In merito all'astensione americana Danon mette in evidenza che "ci si attendeva che il maggiore alleato agisse in linea con i valori che condividiamo e che mettesse il veto su una scandalosa risoluzione. Non ho dubbi sul fatto che la nuova amministrazione americana e il nuovo segretario generale dell'Onu apriranno una nuova era in termini di relazioni dell'Onu con Israele".

Netanyahu, Israele non rispetterà mai risoluzione Onu
Come era prevedibile il governo israeliano ha annunciato che non rispetterà mai la risoluzione del Consiglio di SIcurezza Onu, approvata stasera solo grazie all'irrituale astensione Usa. Lo riferiscono fonti dell'ufficio del premier Benjamin Netanyahu.  "Gli Stati Uniti hanno abbandonato Israele, il suo unico alleato in Medio Oriente", ha commentato il ministro israeliano Yuval Steinitz. "Il cuore soffre dopo otto anni di amicizia e cooperazione con Obama, questo è il suo ultimo gesto " prima di lasciare il suo incarico, ha detto il ministro come riporta il quotidiano Haaretz.

Anp esulta, voto Onu un "duro colpo" a Israele
La presidenza dell'Anp giudica un "duro colpo" ad Israele il voto con cui - solo grazie all'irrituale astensione degli Usa che non hanno opposto il veto - il Consiglio di Sicurezza dell'Onu  ha condannato la politica delle colonie e degli insediamenti di Tel Aviv in Cisgiordania e Gerusalemme Est, chiedendone "l'immediata cessazione".
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