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MONDO

Xinjiang

Onu: un milione di Uighuri in centri di detenzione in Cina

Pugno duro contro la minoranza musulmana

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La Cina ha confinato "un milione di Uighuri" in "centri di detenzione anti-terrorismo": lo ha rivelato Gay McDougall, del Comitato Onu per l'eliminazione delle discriminazioni razziali, nel corso di un incontro in Cina. La responsabile ha affermato che le Nazioni Unite hanno "resoconti credibili" e si è detta "preoccupata dalle notizie secondo le quali Pechino ha trasformato la regione autonoma dello  Xinjiang in un campo di internamento di massa". E' quanto riferisce la Bbc. 

Sono intanto migliaia i musulmani della minoranza Hui che da ieri hanno dato il via a una manifestazione contro il piano di demolizione della Grande Moschea nella città di Weizhou, nella regione autonoma cinese occidentale di Ningxia. L'iniziativa, riportata dal South China Mourning Post, rara per tipologia e vasta scala, punta a impedire i lavori che avrebbero dovuto avere inizio oggi. 

Una mossa della cosiddetta "cinesizzazione a tappe forzate" promossa dal governo centrale nelle province e regioni del Dragone che coinvolge fedi e pratiche religiose, incluse quelle degli oltre 20 milioni di musulmani, spesso tacciati di radicalismo fino al terrorismo.

Nello Xinjiang, caratterizzato da una forte presenza musulmana, centinaia di migliaia di uighuri e kazaki sono stati arrestati o sottoposti a controlli sempre più stringenti. 
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