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SPETTACOLO

Los Angeles

Oscar 2019. Vince Green Book. Quattro statuette per Bohemian Rhapsody, 3 per Black Panther e Roma

Spike Lee mostra fastidio per la vittoria di Farrelly dopo la proclamazione finale, si alza e cerca di uscire dal Dolby Theatre. Tre statuette sia per Roma di Alfonso Cuaron che per Black Panther di Ryan Coogler. Edizione segnata dalla presenza afro-americana e da film vincenti anche al box office

Viggo Mortensen, Mahershala Ali (Photo by Chris Pizzello/Invision/AP)
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La cerimonia degli Oscar 2019 si è aperta con l'esibizione dei Queen sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles. Un omaggio a Freddie Mercury non casuale visto che Bohemian Rapsody, il film che racconta la vita del grande artista, era tra i candidati, ed è stato il film a ricevere il maggior numero di statuette, 4: miglior attore protagonista a Rami Malek, miglior montaggio a John Ottman, Sound Mixing a Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali, e miglior sonoro a John Warhurst e Nina Hartstone.



Green Book di Peter Farrely ha vinto l'Oscar per il miglior film, storia di un'amicizia fra un afroamericano e un italoamericano, in perfetta linea con una serata i cui temi d'inclusione e d'integrazione hanno monopolizzato l'intera cerimonia. Il film ha vinto anche l'Oscar per il miglior attore non protagonista Mahershala Ali, che ha ringraziato la nonna ("la mia eroina, per tutta la mia vita"). e per la miglior sceneggiatura originale a Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly. Il film racconta la storia vera dell'amicizia, nata nel 1962, fra un virtuoso afroamericano del pianoforte, Don Shirley (Ali) e il buttafuori italo americano Tony Vallelonga (Viggo Mortensen), ingaggiato dal musicista per fargli da autista e 'risolviguai' durante un tour negli Stati Usa del sud, dove il razzismo era ancora profondamente radicato. 

"Amore uno per l'altro a dispetto delle differenze - è questo il messaggio del film secondo il regista, Peter Farrelly -  non ci sarebbe stato questo film senza amore, senza Viggo Mortensen e senza Marsala Ali". Il regista poi ha ringraziato la sorella "mancata prima di iniziare le riprese ma sempre al mio fianco". 



L'Associated Press riporta che un "visibilmente arrabbiato" Spike Lee ha mostrato fastidio per la vittoria di Green Book cercando anche di uscire dalla sala dopo l'annuncio. Anche il suo BlackKkKlansman era nominato nella stessa categoria e ha invece vinto l'Oscar solo per la miglior sceneggiatura non originale (Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott e Spike Lee). Considerato un omaggio alla tolleranza razziale - come riporta l'Ap - Green Book è stato anche criticato di essere un film datato e pieno di stereotipi razziali. Spike Lee aveva precedentemente infiammato la platea degli Oscar con tutto il pubblico ad applaudirlo in piedi, quando, ricevendo il premio per la sceneggiatura, ha detto: "le elezioni 2020 sono dietro l'angolo, ricordiamocelo, possiamo fare una scelta di amore e non di odio". Spike Lee ha ringraziato la nonna "che era stata una schiava. Rendo omaggio a lei e ai nostri antenati, grazie al loro sacrificio siamo qui, grazie per aver costruito il Paese e sopportato il genocidio dei nativi". 



E poi c'è Roma, di Alfonso Cuaron, altro film dalla forte connotazione sociale, grande favorito della vigilia, che racconta la storia della domestica di famiglia nell'infanzia del regista messicano, a Mexico City: miglior film straniero (Messico, per la prima volta), miglior regia migliore fotografia. "Sono cresciuto vedendo film stranieri - ha detto il regista messicano -. Siamo tutti parte della stessa emozione, tutti parte dello stesso oceano", ha detto.



In questa serata di rivincita per le minoranze vince anche Regina King, per Se la strada potesse parlare di Barry Jenkins: migliore attrice non protagonista.



Oscar miglior attrice protagonista a Olivia Colman in La favorita di Yorgos Lanthimos. La favorita alla vigilia era Glenn Close con The Wife.



In grande evidenza anche Black Panther: migliore scenografia a Hannah Beachler e SetDecoration, Jay Hart;  migliori costumi a Ruth Carter (con Ruth E. Carter e Hannah Beachler prime afro-americane a vincere nelle rispettive categorie); e migliore colonna sonora a Ludwig Goransson.

Oscar miglior canzone originale Shallow da A Star Is Born, scritta da Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt e interpretata da Bradley Cooper e Lady Gaga.
La star ha ringraziato la sorella, la famiglia e Bradley Cooper. Ha poi detto che il segreto del successo è la disciplina e la capacità di tornare in pista dopo i no, dopo gli insuccessi: "il segreto è il numero delle volte che sei in grado di rialzarti dopo le cadute". A Star is Born è forse il film dal risultato più deludente della serata, a fronte di otto candidature.



Oscar miglior trucco a Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia DeHaney per Vice - L'uomo nell'ombra di Adam McKay.

Oscar migliori effetti visivi a Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J.D. Schwalm per First man- Il primo uomo.

Oscar miglior documentario a Free Solo di Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin.

Per l'Italia un'unica soddisfazione Spider-Man: Un Nuovo Universo ha vinto l'Oscar per il miglior film di animazione e Sara Pichelli, disegnatrice di fumetti di Porto Sant'Elpidio, classe 1983, è la creatrice del protagonista. "Sara Pichelli ha creato il personaggio di Miles, ha fatto il lavoro pesante, poi per noi è stato facile portarlo sullo schermo", ha detto il regista Peter Ramsey in sala stampa.



Oscar miglior corto d'animazione a Bao di Domee Shi.

Oscar miglior cortometraggio documentario a 'Period. End of Sentence' di Rayka Zehtabchi e Melissa Berton.

Oscar miglior cortometraggio a Skin di Guy Nattiv.

Ermanno Olmi, Bernardo Bertolucci e Vittorio Taviani sono i tre registi italiani comparsi nella tradizionale rubrica In Memoriam che ogni anno l'Academy dedica alle persone scomparse nel mondo del cinema. Tra le ultima immagini quelle di Milos Forman e Bruno Ganz.
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