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SPETTACOLO

Academy Awards

Oscar. Alejandro González Iñárritu è il miglior regista con Revenant, seconda statuetta consecutiva

"Non posso credere che stia accadendo"

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Alejandro González Iñárritu è il miglior regista decretato dagli Oscar 2016 per 'Revenant'. Ha battuto Adam McKay con 'La grande scommessa', George Miller con 'Mad Max: Fury Road', Lenny Abrahamson con 'Room' e Tom McCarthy con 'Il caso Spotlight'.

"Non posso credere che stia accadendo. E' fantastico ricevere questo premio ed è ancora più bello condividerlo con il cast e con tutti quelli che hanno lavorato. Leo (DiCaprio, ndr) tu sei il redivivo, grazie per aver dato la tua anima e la tua arte per questo film".

"Io sono fortunatissimo, ma molti altri non hanno avuto la mia stessa fortuna. Vogliamo un'opportunità per liberarci di tutti i pregiudizi. Il colore della pelle è irrilevante come la lunghezza dei nostri capelli".

Solo John Ford con "Furore" (1941) e "Com'era verde la mia valle" (1942) e Joseph L. Mankiewicz con "Lettera a tre mogli" (1950) ed "Eva contro Eva" (1951) avevano centrato in passato lo storico bis di conquistare la statuetta come migliore regista per due anni consecutivi.

Il primo messicano a rientrare come produttore tra le nomination per il miglior film (con 'Babel' nel 2006) e il primo a portarsi a casa una statuetta in quella categoria (con 'Birdman' nel 2014). Ma anche il primo regista ad avere un candidato come miglior attore per una volta (sempre per 'Babel'), per due volte (sempre per 'Birdman') e per tre volte (con 'Revenant').

Non fosse stato per il colpaccio del connazionale Alfonso Cuarón, che resterà nei libri di storia come il primo 'miglior regista' proveniente dal Paese latinoamericano, il curriculum di González Iñárritu farebbe di lui un tesoro nazionale senza paragoni. Non che la sua vita, in retrospettiva, sembri quella di un predestinato. Quantomeno, non per forza dietro a una macchina da presa. Dopo un'esperienza da mozzo su navi da cargo nell'adolescenza e dopo una laurea in comunicazione all'Universitad Iberoamericana, Alejandro sembrava più orientato verso una carriera legata alla musica: prima come conduttore e quindi come direttore di una radio, poi come compositore di colonne sonore.

L'esordio da regista arriva a 32 anni, nel 1995, con il pilot di 'Behind the Money', protagonista Miguel Bosé. Tempo cinque anni, e dal piccolo si passa al grande schermo, con 'Amores Perros', primo capitolo della trilogia sulla morte che comprenderà anche '21 grammi' (2003) e 'Babel' (2006). Seguiranno 'Biutiful' (2010), in nomination come miglior film straniero, 'Birdman', vincitore assoluto nel 2015, e quindi 'Revenant'.

Nella storia dei premi più celebri del mondo dello spettacolo, oltre ai suoi record, resterà anche la battuta che accompagnò la sua prima statuetta da regista: "Forse il prossimo anno il governo imporrà qualche regola sull'immigrazione all'Academy. Due messicani di fila, penso sia sospetto". Se la competizione con Cuarón c'è, evidentemente è molto sportiva.
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