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Spazio

Oumuamua astronave aliena? Sogni e critiche su ipotesi dei due astronomi

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Cresce l'entusiasmo sul web per il misterioso Oumuamua, l'intruso spaziale a forma di sigaro gigante che lo scorso anno ha fatto capolino nel Sistema solare: classificato come asteroide prima e cometa extrasolare poi, ora viene incoronato dal popolo della Rete come un veicolo alieno inviato alla ricerca di forme di vita. Ad accendere la fantasia degli appassionati di fantascienza sono stati due astronomi del prestigioso Harvard Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) che hanno avanzato l'ipotesi di una sua possibile origine artificiale. L'idea dei due studiosi ha rapidamente infiammato i social network e la comunità scientifica. 

Lo studio ha suscitato grande clamore non appena apparso su Arxiv, il sito che traccia gli articoli scientifici prima della revisione in vista della pubblicazione ufficiale. Esaminando l'anomala accelerazione e l'insolita traiettoria di Oumuamua, i ricercatori ipotizzano che si possa trattare di un inedito oggetto interstellare di origine naturale, ma perfino di un oggetto artificiale, una sorta di vela solare simile a quelle indicate dal celebre fisico Stephen Hawking per la missione Breakthrough Starshot che esplorerà Alpha Centauri. 

L' "accelerazione eccessiva" di Oumuamua,  secondo i due ricercatori di Harvard, sarebbe possibile solo per i corpi celesti "che hanno una grande superficie e sono molto sottili, che non esistono in natura". Da qui il ricorso a un'altra spiegazione: è una sonda a propulsione. Ma gli scienziati hanno respinto questa teoria poco dopo la sua formulazione. Nessun segnale artificiale, infatti, è stato rilevato in provenienza dal corpo celeste.

Oumuamua è stato avvistato per la prima volta dal telescopio Pan-STARRS1 alle Hawaii (da cui il suo nome, che significa "messaggero" in hawaiano). È lungo circa 400 metri e largo 40, ed è stato seguito da diversi telescopi come il primo oggetto proveniente da un altro sistema stellare. 
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