POLITICA

Pubblica amministrazione

Via libera da Cdm a riforma Madia su statali: dipendenti licenziati dopo 3 anni di 'bocciature'

Da assunzioni precari a licenziamenti, da pagelle a visite Inps

Condividi
C'è il sì definitivo del Cdm alla riforma degli statali targata Madia. Tra le novità, che viaggiano su due decreti, le assunzioni 'extra' per i precari, un codice dei licenziamenti, la creazione del polo unico Inps per le visite fiscali e il riordino della valutazione. Gli effetti di una 'pagella negativa' saranno determinati su un doppio binario: il lato economico spetta al contratto, quello disciplinare (che dopo 3 anni può portare al licenziamento) all'amministrazione, in base al piano delle performance.

Lo sblocco dei contratti
Ora "abbiamo le carte in regola", dal punto di vista normativo, per lo sblocco dei contratti nel pubblico impiego. Così la ministra della P.A, Marianna Madia, al termine del Cdm che ha dato il via libera alla riforma degli statali. "I due decreti approvati mi consentiranno di dare la direttiva all'Aran e riaprire una normale stagione contrattuale", sottolinea. Prima di oggi, spiega, "la legislazione ereditata non ci consentiva" lo sblocco. I decreti approvati dal Cdm, spiega la ministra, sono stati "valorizzati" rispetto alla versione iniziale, sulla base delle indicazioni arrivate "con i pareri parlamentari e l'intesa" raggiunta in Conferenza Stato-Regioni, come previsto dalla sentenza della Consulta sulla delega P.a. Sentenza, tiene a precisare, "che non ha bocciato la riforma". Madia ha poi elencato le novità principali: "Ci lasciamo alle spalle il cattivo reclutamento, si passa dalle piante organiche ai fabbisogni, superiamo i premi a pioggia pur differenziando la valutazione, rendiamo efficaci le sanzioni".

I precari
"Superiamo il precariato e il cattivo reclutamento ereditato", ora "abbiamo bisogno di riaprire le assunzioni nel pubblico impiego, far entrare i giovani ma non di qualunque professionalità, di quelle che servono, per far arrivare servizi ai cittadini". Così la ministra della P.A, Marianna Madia, al termine del Cdm.

Chi sbaglia, paga
La riforma del pubblico impiego punta a dare "efficacia alle sanzioni: vizi formali non annullano le sanzioni se un dipendente ha sbagliato", ha spiegato Madia. Le misure contro i furbetti del cartellino, da punire con i licenziamenti lampo, stanno "dando prova di essere efficaci" e di recente sono state applicate per un "dipendente della Regione Emilia Romagna". "Dal monitoraggio del ministero abbiamo - sottolinea - la prova concreta dell'efficacia delle sanzioni" per i 'furbetti'. Quindi, aggiunge, non si è trattato di norme "sbandierate", ci sono le "prove" della loro efficacia.

Dall'Asl all'Inps
"Dal primo settembre", ha concluso la ministra, ci sarà un polo unico per le visite fiscali, con le competenze sui controlli che passeranno dalle Asl all'Inps, omologando il settore pubblico a quello privato.
Condividi