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ITALIA

Quartiere Zen

Padre e figlio uccisi a Palermo, si consegna l'omicida

"Sono stato io a sparare e l'ho fatto per difendermi. Ero da solo", ha confessato il 26enne Giovanni Colombo. Dietro l'omicidio si cela forse l'ombra di un "intoccabile"

Immagine di archivio
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Si è costituito stamani alla caserma Carini dei carabinieri il presunto autore del duplice omicidio di Antonino e Giacomo Lupo, padre e figlio di 53 e 19 anni, avvenuto ieri allo Zen di Palermo. Si tratta di Giovanni Colombo, 26 anni, già condannato a 2 anni per la rissa che il 14 febbraio del 2015 portò alla morte del giovane medico Aldo Naro in una discoteca del capoluogo siciliano. 

Colombo, vicino di casa delle vittime, ha precedenti anche per stupefacenti. Il duplice omicidio di ieri sarebbe avvenuto al culmine di una lite avvenuta tra Giacomo Lupo e il presunto omicida. Nella discussione sarebbe intervenuto il genitore del ragazzo, a sua volta pregiudicato per reati legati al traffico di stupefacenti. 

"Sono stato io a sparare e l'ho fatto per difendermi. Ero da solo". Questo il racconto di Giovanni Colombo. L'assassino ha confessato davanti al pm Ilaria De Somma ed ha anche anche consegnato l'arma utilizzata per il duplice omicidio. "Avevo rimproverato il fratello di Giacomo e ieri sera ho visto lui e suo padre venire sotto casa per chiarire quanto accaduto", ha spiegato. Giovanni Colombo avrebbe avuto paura e per questo motivo, prima del "chiarimento", si era procurato una pistola. La discussione è ben presto degenerata e Colombo, per paura, ha iniziato a sparare, almeno così ha sostenuto davanti agli inquirenti. Per lui è scattato il fermo e il trasferimento in carcere. 

Un "intoccabile" dietro il delitto?
Ci sarebbe un misterioso personaggio "protetto" dietro il duplice delitto commesso ieri allo Zen, a Palermo. Giovanni Colombo, nella sua confessione, su questo punto è stato molto reticente: il contrasto con Antonino e Giacomo Lupo sarebbe legato a una precedente lite con Francesco Lupo, altro figlio di Antonino: i due si sarebbero scontrati perché Colombo sarebbe andato a "disturbare" una persona considerata "intoccabile": "E' cosa mia, non ti permettere di tornarci", avrebbe detto Francesco Lupo, nel diffidare Colombo. Tuttavia l'indagato, di fronte alle insistenti domande del pm e degli investigatori, non ha voluto rivelare l'identità della persona in questione. 

Giacomo Lupo aveva fatto parte della Nazionali Azzurre
"Lutto nel mondo del pugilato siciliano e italiano. Ieri notte è venuto a mancare Giacomo Lupo, che ha indossato anche la canottiera delle Nazionali Azzurre Italia Boxing Team. Il Presidente Lai, a nome e per conto del Pugilato Italiano, esprime le sue più vive condoglianze alla famiglia". E' quanto scrive in una nota la Federazione pugilistica italiana, in relazione alla morte di Giacomo Lupo, il giovane pugile di 19 anni ucciso ieri sera nel quartiere Zen di Palermo con il padre Antonino. 
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