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MONDO

State of the Union

Ue, Gentiloni:"L'Europa? Una rotta obbligata"

Il presidente del Consiglio difende il ruolo dell'Europa: "La maggioranza degli italiani non vuole deragliare dall'impegno europeo che ci ha consentito 60 anni di prosperità e di pace"

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Europa rotta obbligata, la stragrande maggiornanza la vuole
Paolo Gentiloni parla della forza dell'Europa nonostante il terremoto Brexit, la crisi economica e quella migratoria: "Tutto questo ha prodotto una crisi di fiducia nell'Ue - ha detto nell'intervento conclusivo di 'State of the Union' a Firenze - che, però, ha saputo reagire". Un'Unione incerta, ovviamente lontana dalla "stagione della speranza" e dai tempi d'oro della dichiarazione di Roma.

Nonostante le difficoltà, Gentiloni parla dell'Europa come "rotta obbligata" e sugli anti europeisti dice: "Chi volesse portarla altrove dovrà fare i conti con la nostra storia e la nostra identità. Per fortuna dell'Italia siamo in Europa e per fortuna dell'Europa l'Italia c'è. Siamo orgogliosamene italiani ed europei". 

Dopo il monito di ieri del presidente Mattarella, anche il premier si scaglia contro i sovranisti: "Le risposte sovraniste non sono solo sbagliate, sono illusorie. Serve per questo l'Europa, perché il contagio di queste illusioni è andato avanti, e lo dimostra anche il risultato elettorale italiano. Sarebbe grave se questo contagio riguardasse uno dei Paesi fondatori dell'Ue". 



L'Ue e il post-Brexit
"Qualcuno ha parlato dopo la Brexit di un 1989 alla rovescia, per indicare quanto fosse stato pesante il clima", ha detto Gentiloni. "Il segnale del referendum britannico non lo dobbiamo dimenticare. Lo slogan che era stato l'anima della campagna, alla fine vittoriosa, del Leave 'take back control' (riprendiamo il controllo del nostro paese) è in un certo senso figlio di quella tempesta perfetta frutto di crisi migratoria, crisi finanziaria, sfiducia nelle istituzioni europee". 

Crisi migratoria
Sui flussi migratori c'è stata una riduzione dell'83% negli ultimi quattro mesi e mezzo. Abbiamo dimostrato che si può fare, quasi interamente da soli, col sostegno della Commissione europea e di singoli paesi. L'operazione deve proseguire, ma è un messaggio in bottiglia. Finiamola qui". 
Poi aggiunge ricordando l'appuntamento di giugno: "Ci sarà un Consiglio europeo che potrebbe rivelarsi importante, non sarà l'attuale governo a rappresentare l'Italia ma noi ci stiamo lavorando e il governo italiano avrà la sfida economica, del completamento dell'unione bancaria che deve essere fatta. Ma non siamo ancora fuori dalla discussione che ha paralizzato l'Unione su questi temi da diversi anni".

Italia non gaudente sprecona, ha fatto le riforme
Gentiloni ha difeso anche quei Paesi che hanno accusato maggiormente la crisi economica e finanziaria: “I Paesi in maggiore difficoltà sono stati dipinti come gaudenti spreconi, ma non ci dimentichiamo che lo sforzo di questi Paesi di fare riforme è stato consistente. Dove sono portate avanti le riforme più incisive? Alla fine, se parliamo degli ultimi 10 anni, questi Paesi sono Italia, Spagna, Francia, Portogallo e Grecia. Una parte dell'Europa che ha vissuto quel periodo come un periodo in cui è mancata la solidarietà". 
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