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MONDO

Il viaggio pastorale e l'incontro con il patriarca di Mosca

Il Papa a Cuba: l'abbraccio con Kirill, poi il colloquio e la dichiarazione congiunta

E' il primo incontro in assoluto tra un capo della Chiesa di Roma e uno della Chiesa ortodossa russa, a quasi un millennio dallo scisma. Papa Francesco al patriarca: "Finalmente! Siamo fratelli, è chiaro che questa è la volontà di Dio". Kirill: "E' bello incontrarci, nonostante le difficoltà, adesso tutto è più facile". Firmata una dichiarazione congiunta che auspica "il ristabilimento di questa unità voluta da Dio"

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Papa Francesco e il patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill si sono abbracciati all'Avana, per il primo incontro tra un pontefice e un capo della Chiesa ortodossa russa. Bergoglio ha salutato Kirill con le parole: "Fratello, finalmente", prima di abbracciarlo. E ha ripetuto la parola "fratello" 4 o 5 volte. "Siamo fratelli, è molto chiaro che questa è la volontà di Dio", ha aggiunto. Kirill ha risposto: "E' bello incontrarci, nonostante le difficoltà, adesso le cose sono più facili".

Un gesto che richiama alla memoria un'altra prima volta: l'abbraccio di 50 anni fa a Gerusalemme tra Paolo VI e il patriarca ecumenico Atenagora a Gerusalemme. "Questo viaggio è stato fortemente voluto da mio fratello Cirillo e da me", ha affermato poche ore fa Papa Francesco salutando nel volo da Roma i giornalisti che lo seguono nel suo 12° viaggio internazionale. 

Francesco e Kirill firmano una dichiarazione congiunta: ristabilire l'unità
Subito dopo il primo saluto -  in una sala dell'aeroporto José Marti - tra un vescovo di Roma e il capo della più forte chiesa ortodossa, è iniziato il colloquio privato che si è concluso con la firma di una dichiarazione congiunta. "Consapevoli della permanenza di numerosi ostacoli, ci auguriamo che il nostro incontro possa contribuire al ristabilimento di questa unità voluta da Dio, per la quale Cristo ha pregato", si legge nel testo. Poi i due leader religiosi si sono nuovamente abbracciati.  

Prevenire l'espulsione dei cristiani dal Medio Oriente
 "Chiediamo alla comunità internazionale di agire urgentemente per prevenire l'ulteriore espulsione dei cristiani dal Medio Oriente", afferma la dichiarazione. "Il nostro sguardo si rivolge in primo luogo verso le regioni del mondo dove i cristiani sono vittime di persecuzione. In molti paesi del Medio Oriente e del Nord Africa i nostri fratelli e sorelle in Cristo vengono sterminati per famiglie, villaggi e città intere".

Inaccettabili i crimini in nome di Dio
"Sono assolutamente inaccettabili i tentativi di giustificare azioni criminali con slogan religiosi. Nessun crimine può essere commesso in nome di Dio, perché Dio non è un Dio di disordine, ma di pace'", si legge ancora nella dichiarazione. "In quest'epoca inquietante il dialogo interreligioso è indispensabile. Le differenze nella comprensione delle verità religiose non devono impedire alle persone di fedi diverse di vivere nella pace e nell'armonia. Nelle circostanze attuali, i leader religiosi hanno la responsabilità particolare di educare i loro fedeli in uno spirito rispettoso delle convinzioni di coloro che appartengono ad altre tradizioni religiose".

La famiglia si fonda sul matrimonio tra un uomo e una donna
Nel testo si esprime poi "rammarico" per le equiparazioni al matrimonio di altre forme di unione. "La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna". "La famiglia è il centro naturale della vita umana e della società". "L'amore che sigilla la loro unione ed insegna loro ad accogliersi reciprocamente come dono. Il matrimonio è una scuola di amore e di fedeltà. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell'uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica".

L'integrazione europea non dimentichi Dio
 "Il processo di integrazione europea, iniziato dopo secoli di sanguinosi conflitti, è stato accolto da molti con speranza, come una garanzia di pace e di sicurezza. Tuttavia, invitiamo a rimanere vigili contro un'integrazione che non sarebbe rispettosa delle identità religiose". "Pur rimanendo aperti al contributo di altre religioni alla nostra civiltà, siamo convinti che l'Europa debba restare fedele alle sue radici cristiane". 

 Il consumo sfrenato esaurisce la Terra
 "Il nostro sguardo si rivolge alle persone che si trovano in situazioni di grande difficoltà, che vivono in condizioni di estremo bisogno e di povertà mentre crescono le ricchezze materiali dell'umanità. Non possiamo rimanere indifferenti alla sorte di milioni di migranti e di rifugiati che bussano alla porta dei paesi ricchi. Il consumo sfrenato, come si vede in alcuni paesi più sviluppati, sta esaurendo gradualmente le risorse del nostro pianeta".

Francesco: l'unità si costruisce camminando
"Abbiamo parlato come fratelli, abbiamo lo stesso battesimo, siamo vescovi. Abbiamo parlato delle nostre Chiese e ci siamo trovati d'accordo nel fatto che l'unità si costruisce camminando. Abbiamo parlato chiaramente, senza mezze parole, e vi confesso che ho sentito la consolazione dello Spirito per questo dialogo", ha detto il Papa.

Il patricarca ecumenico di Costantinopoli, "primus inter pares" dell'ortodossia, benedice via Twitter lo storico incontro. "Prego per i miei fratelli in Cristo Papa Francesco e patriarca Kirill", scrive Bartolomeo. "Contento che il dialogo iniziato nel 1964 con Atenagora e Paolo VI continua a dare i suoi frutti".

L'incontro con Raùl Castro e la partenza del Papa per il Messico
Prima dell'incontro col patriarca Kirill, nelle sale dell'aeroporto dell'Avana si è svolto anche un colloquio privato tra il Pontefice e il presidente cubano Raul Castro. Bergoglio ha poi ringraziato: "Non voglio andare via senza dare un forte ringraziamento, un sentito ringraziamento a Cuba, al popolo cubano e al suo presidente che è qui presente". Accompagnato all'aereo da Castro, è poi ripartito per il Messico, meta del dodicesimo viaggio internazionale del suo pontificato. La sua visita durerà fino al 18 febbraio.

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