Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-ad-Abu-Dhabi-pace-e-solidarieta-fraterna-f77f2279-6708-43c3-ba15-a964ac71035c.html | rainews/live/ | true
MONDO

Prima visita di un pontefice negli Emirati Arabi Uniti

Papa Francesco ad Abu Dhabi: pace e solidarietà fraterna

Oggi l'incontro con il principe ereditario, sceicco bin Zayed Al Nahyan e con i membri del Muslim Council of Elders nella Gran Moschea. Domani la messa all'aperto alla quale parteciperanno circa 130mila fedeli

Condividi
Una visita storica, la prima di un Pontefice negli Emirati Arabi Uniti. Papa Francesco è arrivato ad Abu Dhabi e al suo arrivo è stato scortato dalle guardie presidenziali a cavallo, in un lungo corteo, fino al Palazzo presidenziale.

Lì è stato accolto dal principe ereditario, sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, figlio del defunto sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, "padre della patria" e primo presidente degli Emirati Arabi Uniti, oltre che fratello dello sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan, attuale presidente degli Emirati. E' sposato con Salama bint Hamdan Al Nahyan e ha quattro figli e cinque figlie. Ad accogliere e salutare il Papa anche anche il grande imam di Al Azhar, Al-Tayyeb.

"Con gratitudine per il benvenuto e l'ospitalità calorosi e con l'assicurazione del ricordo nella mia preghiera, invoco su Sua Altezza e su tutto il popolo degli Emirati Arabi Uniti divine benedizioni di pace e di solidarietà fraterna". Questa la scritta vergata in inglese e sottoscritta di pugno da papa Francesco sul libro d'onore del Palazzo presidenziale di Abu Dhabi, al termine del suo incontro con il principe ereditario.



"Abbiamo discusso di promuovere la cooperazione, consolidare il dialogo, la tolleranza, la coesistanza umana e di importanti iniziative per raggiungere la pace, la stabilità e lo sviluppo per i popoli e le società". Così il Principe Ereditario racconta su Twitter l'incontro avuto con il Papa, insieme al premier Mohamed bin Rashid, "nella nostra patria di tolleranza".

Durante l'incontro c'è stato anche uno scambio di doni: un medaglione con raffigurato in primo piano l'incontro tra San Francesco e il Sultano Al-Malik al-Kamil, episodio narrato nel nono capitolo della Legenda Maior, avvenuto 800 anni fa, nel 1219, il regalo di Papa Francesco al principe ereditario. 

Lo sceicco ha invece donato al Papa l'atto notarile, del 22 giugno 1963, con la donazione della terra per la costruzione della prima chiesa negli Emirati Arabi Uniti, dedicata a San Giuseppe e inaugurata due anni dopo, nel 1965.

"Scrivere insieme una pagina di dialogo"
"Sono in partenza per gli Emirati Arabi Uniti. Mi reco in quel Paese come fratello, per scrivere insieme una pagina di dialogo e percorrere insieme sentieri di pace. Pregate per me!", aveva scritto il Papa in un tweet prima della partenza dall'aeroporto romano di Fiumicino.



Il Papa: va condannata ogni forma di violenza
Nel pomeriggio l’incontro privato con i membri del Muslim Council of Elders nella Gran Moschea dello sceicco Zayed e l’incontro interreligioso nel Founder’s Memorial dove il Papa ha pronunciato un discorso. "Nel nome di Dio creatore, dunque, va senza esitazione condannata ogni forma di violenza, perché è una grave profanazione del nome di Dio utilizzarlo per giustificare l'odio e la violenza contro il fratello. Non esiste violenza che possa essere religiosamente giustificata", ha detto Papa Francesco nell'incontro interreligioso sulla "fratellanza umana" ad Abu Dhabi. 

La messa e il coro internazionale
Martedì 5  Francesco farà una visita alla cattedrale di Abu Dhabi e alle 10.30 celebrerà la messa all'aperto nello Zayed Sports City, dove terrà l’omelia e alla quale parteciperanno circa 130mila fedeli, soprattutto immigrati dalle Filippine e dall'India.

Alle 12.40 è prevista la cerimonia di congedo all’aeroporto presidenziale di Abu Dhabi. Alle 13 la partenza. L’arrivo a Roma è previsto alle 17 all’aeroporto internazionale di Roma-Ciampino.

E ci sono anche due italiani, la romana Luisa Capuani e il genovese Claudio Romagnoli, nel coro internazionale di 120 elementi, provenienti da 13 Paesi, che domani parteciperà alla storica messa. Il coro, composto dai migliori cantanti delle parrocchie cattoliche degli Emirati Arabi Uniti, canterà 17 inni, incluso uno in arabo. Capuani dirige il Coro italiano a Dubai, una formazione amatoriale, che ha come obiettivo la divulgazione dei classici della musica italiana, di cui fa parte anche Romagnoli.

Accorato appello del Pontefice per lo Yemen: "Grido bambini sale fino a Dio"
Prima della partenza, all'Angelus, l'appello di Papa Francesco per lo Yemen, lacerato da anni di guerra civile. "Con grande preoccupazione seguo la crisi umanitaria nello Yemen. La popolazione è stremata dal lungo conflitto e moltissimi bambini soffrono la fame, ma non si riesce ad accedere ai depositi di alimenti. Il grido di questi bambini e dei loro genitori sale al cospetto di Dio", ha detto il Papa. "Faccio appello alle parti interessate e alla Comunità internazionale per favorire con urgenza l'osservanza degli accordi raggiunti, assicurare la distribuzione del cibo e lavorare per il bene della popolazione - ha concluso Francesco - Invito tutti a pregare per i fratelli dello Yemen".

Parolin: "Incontro con imam di al-Azhar segnerà svolta"
"L'incontro di Papa Francesco con il grande imam di al-Azhar nel viaggio negli Emirati Arabi" segnerà una svolta. Così il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, all'Osservatore romano. Secondo il porporato, che accompagna il Santo Padre in questo suo 27esimo viaggio internazionale, l'intento perseguito dal Pontefice, "è ritrovare la radice della nostra fraternità che è la comune appartenenza all'umanità". "E tutto questo - ha precisato Parolin - in vista di una lotta molto chiara, molto esplicita contro ogni tipo di fondamentalismo, contro ogni tipo di radicalismo che può portare al conflitto e alla contrapposizione, e in vista di costruire sentieri di riconciliazione e di pace". 
Condividi