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ITALIA

Visita del Pontefice all'Università romana

Papa Francesco: le migrazioni non sono un pericolo, ma una sfida

Bagno tra gli studenti, questa mattina, per il Papa. Tra loro c'era anche Nour Essa, profuga siriana arrivata in Italia da Lesbo con il Papa, ospite del suo volo insieme ad altri undici rifugiati, nell'aprile 2016 

"In un società dove la politica si è abbassata tanto, e sto parlando della società mondiale, non di qui, si perde il senso della convivenza sociale". Così Papa Francesco questa mattina, parlando a braccio in visita all'Università Roma Tre per incontrare la comunità dell'ateneo. Il Pontefice ha fatto riferimento agli insulti sui giornali, ai dibattiti in tv dove ci si interrompe. "Dove non c'è il dialogo c'è violenza", ha ammonito Bergoglio. "Nel mondo di oggi ci troviamo di fronte a una guerra mondiale. Una guerra a pezzetti, ma che c'è" ha proseguito "La guerra è fatta dalla violenza prima di tutto verbale, dove prima si insulta poi ci si domanda perché. Una guerra quindi che inizia nei nostri cuori prima ancora che fuori di noi. Stiamo perdendo il senso del dialogo e della convivenza sociale, perché per dialogare prima bisogna ascoltare". In questo, un ruolo fondamentale deve essere delle università, "che non devono essere luoghi dove semplicemente si studia e poi si torna a casa. Ma un luogo di discussione, dialogo e confronto. Dove c'è questo, c'è università".

Francesco è arrivato all'Università alle 10 per la sua prima visita a un ateneo statale italiano. Lo hanno accolto, tra gli altri, il rettore Mario Panizza e il ministro dell'Istruzione Fedeli, oltre mille studenti lo aspettavano nel cortile del rettorato. Tanti di loro svegli dalle 5 per non rischiare di perdere questo incontro. Lacrime, sorrisi e commozione. C'era anche Nour Essa, 31 anni, nata a Damasco, in Siria, e arrivata in Italia da Lesbo con il Papa, ospite del suo volo insieme ad altri undici rifugiati, nell'aprile 2016. Oggi è iscritta al terzo anno del corso di laurea di Biologia di Roma Tre e le mancano cinque esami per ottenere la laurea triennale. "Santo Padre" ha esordito "mi chiamo Nour e sono siriana. Sono scappata dal mio Paese un anno fa con mio marito e il mio bambino. Siamo arrivati all'Isola di Lesbo dove siamo rimasti nel campo per un mese, poi la nostra vita è cambiata in un giorno grazie a lei. E ora mi sono rapidamente integrata in Italia grazie a una comunità cristiana, e di questo vorrei parlarle".

"C'e' sempre - ha detto Nour - la questione della paura, che serpeggia tra la gente. Mi ricordo una domanda che è stata fatta da una giornalista sul suo aereo, di ritorno da Lesbo. Questa domanda era sulla paura europea verso chi proviene dalla Siria o dall'Iraq: queste persone non minacciano la cultura cristiana dell'Europa?". E' stata, questa, una delle tante domande che gli studenti hanno posto a Bergoglio.   

"Ogni Paese", ha detto il Papa parlando dei migranti "deve vedere che possibilità ha di accogliere, ma tutti devono farlo. Sono uomini e donne come noi", ha sottolineato, "bisogna integrarli", e "fare uno scambio di culture", perché "questo toglie la paura". "Le migrazioni non sono un pericolo, sono una sfida per crescere. E lo dice uno - ha proseguito- che viene da un paese dove più dell'80% sono immigrati: in Argentina ci sono tante tante ondate migratorie, è un paese meticcio". "La Svezia ha ricevuto tanti migranti sudamericani, e dal giorno dopo avevano una casa, poi un lavoro".

Papa: nessun popolo è criminale, nessuna fede terrorista
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Nessun popolo è criminale e nessuna religione è terrorista", mentre "non esiste il terrorismo cristiano" né quello "ebraico" o "islamico". Lo ha poi affermato Papa Francesco nel Messaggio inviato ai partecipanti all'incontro dei Movimenti popolari in corso da ieri e fino a domani nella città di Modesto, in California. "Affrontando il terrore con l'amore - dice - lavoriamo per la pace" e in ciò, conclude, "sta la vera umanità che resiste alla disumanizzazione
manifestata in forma di indifferenza, ipocrisia e intolleranza".