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MONDO

Papa in Messico: prevenire corruzione, narcotraffico e violenza

"Oggi è un giorno di gioia per i messicani. Il popolo del Messico è emozionato per la sua presenza. Lei è un leader sensibile e visionario. Il Papa riformatore che sta portando la chiesa cattolica ad incontrare la gente. Le diamo un caloroso benvenuto nel nostro paese", ha detto il presidente del Messico incontrando il  Papa.

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Nel suo primo discorso in Messico, il Papa ha messo in guardia dal rischio che crescano "la corruzione, il narcotraffico, l`esclusione delle culture diverse, la violenza e persino per il traffico di persone, il sequestro e la morte", se la società messicana non cerca il bene di tutti ma "la via del privilegio o dei benefici per pochi".

Nell'intervento ad autorità, società civile e corpo diplomatico che ha pronunciato oggi nel Palazzo Nazionale di Città del Messico, Bergoglio ha affermato che "un futuro ricco di speranza si forgia in un presente fatto di uomini e donne giusti, onesti, capaci di impegnarsi per il bene comune, quel 'bene comune' che in questo secolo ventunesimo non è molto apprezzato. L'esperienza ci dimostra che ogni volta che cerchiamo la via del privilegio o dei benefici per pochi a scapito del bene di tutti, presto o tardi la vita sociale si trasforma in un terreno fertile per la corruzione, il narcotraffico, l`esclusione delle culture diverse, la violenza e persino per il traffico di persone, il sequestro e la morte, che causano sofferenza e che frenano lo sviluppo".

"Il popolo messicano ha rafforzato la sua esperienza con un'identità che è stata forgiata in momenti ardui e difficili della sua storia da grandi testimonianze di cittadini che hanno compreso che, per poter superare le situazioni nate dalla chiusura dell'individualismo, era necessario l`accordo delle istituzioni politiche, sociali e del mercato e di tutti gli uomini e le donne impegnati nella ricerca del bene comune e nella promozione della dignità della persona".

Francesco è stato accolto ieri alle 19.30 (le due e mezza di notte a Roma), reduce da Cuba, dal presidente Enrique Peña Nieto, con la consorte Angelica Rivera, accompagnati da quattro bambini in abiti tradizionali che hanno porto all'ospite un omaggio floreale e un vaso con terra proveniente dai 31 Stati che compongono la federazione. Il Papa è stato salutato da cinquemila persone sistemate su tribune installate per l'occasione che lo hanno accolto con giochi di luci, bandierine colorate, gruppi musicali nei costumi tradizionali, canti, balli e cori da stadio.

"Oggi è un giorno di gioia per i messicani. Il popolo del Messico è emozionato per la sua presenza. Lei è un leader sensibile e visionario. Il Papa riformatore che sta portando la chiesa cattolica ad incontrare la gente. Le diamo un caloroso benvenuto nel nostro paese", ha detto il presidente del Messico incontrando il  Papa.

La giornata è proseguita con l'incontro in cattedrale con i vescovi del Paese. "Sono contento di potervi incontrare il giorno dopo il mio arrivo in questo amato Paese, che, seguendo i passi dei miei Predecessori, anch'io sono venuto a visitare. Non potevo non venire! Potrebbe il Successore di Pietro, chiamato dal lontano sud  latinoamericano, fare a meno di posare lo sguardo sulla Vergine 'Morenita'?", ha affermato Bergoglio. "Qui si trova il cuore segreto di ogni messicano, entro con passo delicato, come  bisogna entrare nella casa e nell'anima di questo popolo, e vi sono profondamente grato di aprirmi la porta. So che guardando gli occhi della Vergine raggiungo lo sguardo della sua gente che, in Lei, ha imparato a manifestarsi", ha aggiunto.

"So che nessun'altra voce può parlare tanto profondamente del cuore messicano come può parlarmene la Vergine. Ella custodisce i suoi desideri più alti e le sue più  recondite speranze; Ella raccoglie le sue gioie e le sue lacrime; Ella comprende i suoi numerosi idiomi e risponde loro con tenerezza di Madre perché sono i suoi figli". "Come fece san Juan Diego e fecero le successive generazioni dei figli della Guadalupana, anche il Papa da tempo nutriva il desiderio di vederla - conclude - Più ancora, vorrei io stesso essere raggiunto dal suo sguardo materno".

"Siate Vescovi di sguardo limpido, di anima trasparente, di volto luminoso. Non abbiate paura della trasparenza. La Chiesa non ha bisogno dell'oscurità per lavorare", ha poi detto rivolto ai vescovi del Messico nella Cattedrale di Città del Messico. "Vigilate affinché i vostri sguardi non si coprano con le penombre della nebbia della mondanità - aggiunge - non lasciatevi corrompere dal volgare materialismo né dalle illusioni seduttrici degli accordi sottobanco; non riponete la vostra fiducia nei 'carri e cavalli' dei faraoni attuali, perché la nostra forza è la 'colonna di fuoco' che rompe dividendole in due le acque del mare, senza fare grande rumore".

Non sottovalutare narcos "metastasi"
"Mi preoccupano tanti che, sedotti dalla vuota potenza del mondo, esaltano le chimere e si rivestono dei loro macabri simboli per commercializzare la morte in cambio di monete che alla fine tarme e ruggine consumano e per cui i ladri scassinano e rubano (cfr Mt 6,20). Vi prego di non sottovalutare la sfida etica e anti-civica che il narcotraffico rappresenta per l`intera società messicana, compresa la Chiesa", ha detto Francesco. "Le proporzioni del fenomeno, la complessità delle sue cause, l`immensità della sua estensione come metastasi che divora, la gravità della violenza che disgrega e delle sue sconvolte connessioni, non permettono a noi, Pastori della Chiesa, di rifugiarci in condanne generiche, bensì esigono un coraggio profetico e un serio e qualificato progetto pastorale per contribuire, gradualmente, a tessere quella delicata rete umana, senza la quale tutti saremmo fin dall`inizio distrutti da tale insidiosa minaccia. Solo cominciando dalle famiglie; avvicinandoci e abbracciando la periferia umana ed esistenziale dei territori desolati delle nostre città; coinvolgendo le comunità parrocchiali, le scuole, le istituzioni comunitarie, la comunità politica, le strutture di sicurezza; solo così si potrà liberare totalmente dalle acque in cui purtroppo annegano tante vite, sia quella di chi muore come vittima, sia quella di chi davanti a Dio avrà sempre le mani macchiate di sangue, per quanto abbia il portafoglio pieno di denaro sporco e la coscienza anestetizzata".

Nel pomeriggio, a partire dalle 16 (le 23 in Italia) l'avvenimento più atteso: la vista al santuario della Madonna di Guadalupe, dove Francesco celebrerà la messa, la prima di questo viaggio.
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