Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Papa-Sinodo-2563bdb4-6a44-480d-ba4b-120c4cbd7ae5.html | rainews/live/ | (none)
ITALIA

Papa Francesco chiude il Sinodo: momento difficile, difendiamo la Chiesa

Approvato il documento. Bergoglio ringrazia i giovani per il "chiasso"

Condividi

La Chiesa sta vivendoun momento "difficile", è "perseguitata da accuse continue" e quindi è il momento di difenderla tutti insieme. E' questo l'appello di Papa Francesco alla fine del Sinodo dei vescovi sui giovani. Per un mese l'assise si è confrontata sulle questioni più delicate che riguardano le nuove generazioni. Il clima dell'Aula è positivo e il Papa è interrotto spesso dagli applausi. Ma tutto questo non può fare mettere alle spalle il momento complicato che si vive, tra accuse esterne e interne. "È un momento difficile perché l'accusatore - ha detto il Papa riferendosi al demonio - tramite noi attacca la madre e la madre non la si tocca", ha sottolineato riferendosi alla Chiesa e chiedendo: "Noi tutti dobbiamo difenderla".

Le accuse alla Chiesa diventano "persecuzione", come accade ai cristiani d'Oriente, ma "c'è un altro tipo di persecuzione, con accuse continue per sporcare la Chiesa. La Chiesa non va sporcata, i figli siamo sporchi tutti", "i figli siamo peccatori", "ma la madre no, dobbiamo difenderla tutti, e per questo ho chiesto di pregare il rosario" in questo mese d'ottobre, tutti i giorni, per l'unità della Chiesa.

Poi Francesco parla dei lavori del Sinodo: "Noi abbiamo approvato il documento, adesso lo Spirito ci dà il documento perché lavori nel nostro cuore. Siamo noi i destinatari dei documenti", "aiuterà tanti altri ma i primi destinatari siamo noi". E ha ribadito che "il Sinodo non è un Parlamento ma uno spazio protetto" perché a operare è lo Spirito Santo. Poi ha indicato ai padri sinodali quale deve essere la strada da questo momento in poi perché non basta il pezzo di carta. "Il risultato del Sinodo non è un documento, l'ho detto all'inizio. Siamo pieni di documenti". E allora quello approvato oggi darà frutti se sarà meditato e accompagnato dalla preghiera. Il pontefice ha voluto ringraziare sentitamente tutti per il lavoro svolto in questo mese di ottobre. A partire proprio dai giovani che hanno partecipato all'assise dei vescovi come uditori: "Ci hanno portato la loro musica in questa aula. Musica è una parola diplomatica per dire chiasso, è cosi", ha detto sorridendo. Poi il segretario generale, il cardinale Lorenzo Baldisseri, i sottosegretari per il loro impegno. "Avevo detto che avevan olasciato la pelle nel documento preparatorio, adesso dico che c ihanno lasciato le ossa", è stata la battuta finale per ringraziare tutti.

Condividi