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MONDO

Terza e ultima tappa del viaggio in Africa

Repubblica Centrafricana, Papa Francesco in moschea: "No alla violenza in nome di Dio"

Bergoglio ha aggiunto: "Tra cristiani e musulmani siamo fratelli. Dobbiamo dunque considerarci come tali, comportarci come tali"

Papa Francesco
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"La mia visita pastorale nella Repubblica Centrafricana non sarebbe completa se non comprendesse anche questo incontro con la comunità musulmana. Tra cristiani e musulmani siamo fratelli. Dobbiamo dunque considerarci come tali, comportarci come tali". Queste le parole di Papa Francesco nella moschea del chilometro cinque di Bangui, capitale della Repubblica centrafricana marcata da scontri violenti nel corso degli ultimi anni.

"Sappiamo bene - ha sottolineato Bergoglio - che gli ultimi avvenimenti e le violenze che hanno scosso il vostro Paese non erano fondati su motivi propriamente religiosi. Chi dice di credere in Dio dev'essere anche un uomo o una donna di pace. Cristiani, musulmani e membri delle religioni tradizionali hanno vissuto pacificamente insieme per molti anni. Dobbiamo dunque rimanere uniti perché cessi ogni azione che, da una parte e dall'altra, sfigura il Volto di Dio e ha in fondo lo scopo di difendere con ogni mezzo interessi particolari, a scapito del bene comune. Insieme, diciamo no all'odio, alla vendetta, alla violenza, in particolare a quella che è perpetrata in nome di una religione o di Dio. Dio è pace, salam".
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