ITALIA

Chiuso il profilo social del prete che non provava "pietà"

Parla la madre della ragazza violentata a Bologna: "Basta sciacalli"

La donna: "Voglio incontrare don Guidotti per dirgli che la vittima è mia figlia"

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Il giorno dopo prende la parola la mamma della ragazza violentata a Bologna. Sua figlia, 18 anni tra pochi giorni, è stata violentata da uno sconosciuto, dopo una serata con gli amici in centro. Poi un prete su Facebook ha scritto di non avere pietà per lei, prima di essere redarguito dalla Curia e  rettificare il senso del suo messaggio.

La madre della minorenne adesso sente l'esigenza di parlare, di lanciare un messaggio: basta con i giudizi e lo sciacallaggio su quello che per loro è un dramma. Dice anche che vorrebbe incontrare don Lorenzo Guidotti, il parroco, che intanto oggi ha chiuso il profilo social. Vorrebbe spiegargli cosa pensa, da mamma, delle sue espressioni e del modo di intendere la pietà cristiana.

"Alla gente, alla stampa, chiediamo: fermatevi. Abbiamo letto sulla nostra tragedia tante inesattezze e tanti giudizi trancianti che ci feriscono, quando nessuno, tranne noi, sa che cos'è successo", è l'appello che ha voluto lanciare la donna attraverso l'ANSA. "Siamo una famiglia con dei valori", ha aggiunto. Una famiglia che sta soffrendo.

Il 3 novembre la ragazzina ha fatto denuncia alla Polizia e sono in corso le indagini per identificare lo straniero che ha abusato di lei la notte precedente, quando si è svegliata in una carrozza ferroviaria, svestita, ma con ancora la borsa con sé ("non è vero che le è stata portata via", dice la mamma), ma non si è arrivati per ora all'identificazione dello stupratore, neppure dopo alcune individuazioni di sospetti, che però non sono stati riconosciuti dalla vittima.

La giovane è ferita per la vicenda, ma ciò che l'ha travolta emotivamente è stato averla vista di nuovo sulle cronache nazionali e sui social. Per colpa di un prete che neppure conosce e che ha detto, in pratica, che se l'era cercata. 

Ed è qui che la mamma sceglie di entrare in campo e, con la ragazza al suo fianco, spiega: "Mia figlia ha subito una violenza in un attimo di grande difficoltà. A questo oltraggio si è aggiunto il commento di uno stormo di sciacalli". Ma "quello che ci ha fatto più male è il commento del parroco don Guidotti: lo andrò ad incontrare e gli dirò qual è la mia idea di un comportamento cristiano, molto diversa dalla sua. Mia figlia è stata vittima e va difesa, non solo da un prete. La colpa è di chi stupra, non di chi ne è vittima". 

Don Guidotti, intanto, ha scelto di uscire dai social network. La pagina dove pubblicava contenuti visibili solo agli 'amici' ora non è più disponibile neppure per loro: probabilmente è stato lui stesso a chiuderlo. Una scelta che potrebbe essere stata concordata con la curia bolognese, ieri intervenuta a chiarire che il pensiero di don Guidotti corrispondeva "ad opinioni sue personali, che non riflettono in alcun modo il pensiero e la valutazione della Chiesa, che condanna ogni tipo di violenza". 
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