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POLITICA

Nazareno

Pd, Civati a Renzi: "Hai tolto la fiducia a Letta". Cuperlo: "Il partito così non funziona"

Le reazioni nel Partito democratico alla relazione del segretario

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Dopo la relazione introduttiva del premier è il momento delle reazioni. All'idea di 'forma partito' esposta dal segretario Matteo Renzi replicano, criticamente, Pippo Civati e Gianni Cuperlo.

Civati, per il suo affondo, ha ripreso un passaggio di Renzi sui voti di fiducia: "Vero che io non votavo le fiducie al governo Letta, ma quando sei arrivato tu il governo lo abbiamo cambiato... questo per dire che a volta la vita cambia verso..". Una polemica continuata anche sul suo blog con una battuta: "Pippo, tu la fiducia a Enrico non la votavi nemmeno; Matteo, tu gliel'hai tolta appena sei arrivato. (Scambio di tweet immaginari dalla direzione del Pd)".

Anche Gianni Cuperlo si è espresso contro l'idea di Partito democratico espressa da Renzi. "Ho la sensazione che in troppe realtà siamo soprattutto una macchina elettorale" con fenomeni di "abbandono" da parte dei militanti. "Pesa l'assenza di fondi, di risorse e la conseguenza è un partito degli eletti in cui le sole risorse sono le rimesse degli eletti" e "la logica delle componenti ha finito per influenzare le stesse campagne elettorali" ha detto Cuperlo nel suo intervento, sottolineando che "questo schema non funziona". L'ex presidente del Pd ha poi incalzato Renzi sulla Leopolda: "Pongo una questione a Renzi: sei segretario del partito e capo del governo, ti chiedo qui, da questa tribuna, cos'è la Leopolda? Leggo che dietro c'è una fondazione che ha raccolto 2 mln, di cui 300 mila serviranno per il prossimo week end. Se tu costruisci e rafforzi un partito parallelo, scegli un particolare modello di partito che si porterà appresso gli altri vagoni e noi non andremo verso un partito comunità ma verso una confederazione". 

Della necessità di recuperare il legame tra base e leadership ha parlato invece Goffredo Bettini, europarlamentare Democrat: "Sarebbe dialettica positiva tra una leadership forte e qualcosa che si alimenta dal basso e ciò farebbe molto bene al nostro leader e farebbe molto bene anche alla società italiana", spiega Bettini che poi, a livello locale, evidenzia come "in alcune realtà viviamo con gruppi di potere che ormai non si
definiscono neanche più rispetto a un'idea di società o perfino di Regione e di Comune. C'è una girandola, un farsi e disfarsi di alleanze  che hanno come unico obiettivo il potere".

 
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