POLITICA

Dopo sostituzione in Commissione Affari costituzionali

Caso Mineo, 14 senatori Pd si autosospendono. Renzi: Pd non è un Taxi, non lascio Paese a Mineo

Condividi
Quattordici senatori del Partito democratico si sono autosospesi per protesta nei confronti della sostituzione in commissione Affari costituzionali di Corradino Mineo, decisa ieri sera dall'ufficio di presidenza del gruppo a Palazzo Madama. A darne notizia in Aula è stato il senatore Paolo Corsini.

"A nostro modo vedere è stato commesso un atto illecito in violazione grave dell'articolo 67 della Costituzione che garantisce l'autonomia del parlamentare - afferma Felice Casson, uno dei 14 -. E siccome la contestazione non riguarda solo il Pd ma la Carta e il Senato, abbiamo voluto comunicarlo all'Assemblea. Per il momento ci siamo autosospesi fino all'assemblea di martedì, poi decideremo cosa fare. Se il capogruppo Zanda riterrà di chiamarci per sentirci, noi siamo disponibili ma per il momento non c'è stato ancora alcun contatto".

Secondo quanto viene spiegato da fonti del gruppo, Mineo non era un membro permanente della commissione, dal momento che aveva sostituito Marco Minniti, andato al governo. Condizione in cui si trovavano anche altri due membri Pd della Commissione: Roberto Cociancich, subentrato a Luciano Pizzetti, anche lui entrato nel governo; e Luigi Migliavacca, sostituto di Vannino Chiti, che ha avuto un ruolo da presidente della commissione Politiche Ue.

"E' un errore: non è utile né a Renzi né al governo né al partito cercare di far passare in Commissione le riforme con un muro contro muro. E' un autogol per il governo e per il partito". Mineo commenta così la sua sostituzione. Sostituzione che ha appreso "solo in via informale da un collega". "Non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale della mia sostituzione - racconta Mineo - me l'ha detto il collega Walter Tocci, che a sua volta l'aveva saputo da altri...".  "E' una decisione che non capisco e non approvo".

Renzi: il partito non è un taxi
"E' stupefacente che Mineo parli di epurazione. Un partito non è un taxi che uno prende per farsi eleggere. Così il premier Matteo Renzi, parlando con i suoi al ritorno
della missione in Oriente, sulla crisi nel Pd dopo la sostituzione di Mineo. Il partito è davanti a un bivio, "non ho preso il 41% per lasciare il futuro del Paese a Mineo", ha aggiunto il premier, rientrando in Italia. Renzi si prepara a dar battaglia all'assemblea del Pd che avrà come scenografia un enorme 40.8 come sfondo.

Lotti: 14 persone non possono discutere volere di 12 milioni
"14 senatori non possono permettersi di mettere in discussione il volere di 12 milioni di elettori e non possono bloccare le riforme che hanno chiesto gli italiani". Così Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza. "Ci aspettavamo 20 persone, sono solo 14. Mineo ha tradito l'accordo con il gruppo. Siamo un partito Democratico, non anarchico".

Boschi: nessuno ha chiesto loro di autosospendersi
"Nessuno ha chiesto loro di autosospendersi. Dovranno essere loro a decidere se far parte del processo di riforme o fare una scelta diversa". Lo ha detto il ministro Maria Elena Boschi parlando a Montecitorio con i giornalisti che le hanno chiesto se ci sia una via di uscita allo scontro con i 14 senatori dissidenti sulle riforme. 
Condividi