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ITALIA

Innovation Week

Democrazia 2.0: la rete si interroga. Atterra a Roma il Personal Democracy Forum

E’ una parte di Internet che aspetta ancora di essere scoperta e valorizzata: la personal democracy – democrazia 2.0, accresciuta e potenziata grazie ai servizi della rete. Le nuove tecnologie offrono di partecipare alla vita politica in modi nuovi: l’urna e il comizio non bastano più, ci vuole il personal computer

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di Giuseppe Solinas Se ne parla per una giornata intera all’Auditorium. Il Forum di Personal Democracy atterra a Roma dopo l’appuntamento di New York. Ci sono filosofi della tecnologia come Luciano Floridi, che insegna Etica dell’Informazione a Oxford che spiega come l’accesso alle banche date oggi è una risorsa più preziosa dell’oro – e in più, aggiunge - una risorsa che produce conoscenza e pace, non guerra come i diamanti e il petrolio. Ci sono sognatori della Rete che radunano comunità di autogestione in Egitto, Georgia e Armenia. E in mezzo: organizzazioni che offrono dati e informazioni sui bilanci comunali in Italia o sullo stato di utilizzazione dei fondi strutturali europei in circa 800 progetti.

Non è fantascienza
Negli Stati Uniti, la mobilitazione degli attivisti su Facebook è stata determinante per la vittoria di Barack Obama nelle presidenziali. Allo stesso modo, non sono state le grandi decisioni di politica estera a far crollare il consenso, ma il fallimento del sistema di registrazione online del suo nuovo, rivoluzionario sistema di assistenza sanitaria, l’Obamacare.

Piccoli e grandi esempi: il rapporto tra cittadino e politico è diretto se è possibile controllare online come lui vota in parlamento o quali decisioni prende sulla pelle degli elettori. Se le strade sono dissestate e l’illuminazione pubblica non funziona, ci sono sistemi per diffondere l’informazione su internet, contattare e coinvolgere le persone che hanno la responsabilità di intervenire. Fino al ruolo di vero guardiano che i giornalisti possono avere: è il 23 febbraio 2014 in Ucraina, quando cittadini e attivisti riescono a penetrare nella villa del presidente Yanukoch fuggitivo. I suoi collaboratori hanno gettato nel lago decine di faldoni, che contengono oltre 25 mila documenti: la storia di decenni di corruzione sistematica ai danni degli Ucraini. Nasce così il sito Yanukivichleaks: un database dove magistrati, giornalisti e attivisti possono ricostruire la storia recente del paese, fatti e cifre alla mano.
 
L’italia è ancora lontana
Scarsa connessione, forte analfabetismo digitale, agenda elettronica segnano il ritardo del Belpaese. Con il risultato che moltissimi italiani usano appena la rete. Invece il futuro della democrazia si scrive anche sulla tastiera. Gli antichi greci usavano pezzi di vasi di coccio. Noi ora abbiamo a disposizione il personal computer, e la Rete.
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