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ITALIA

Mafia Capitale

Pg Cassazione: l'associazione tra Buzzi e Carminati è mafia

Il Procuratore generale ha chiesto la conferma delle condanne a Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, l'aggravamento della posizione per l'ex ad di Ama Franco Panzironi. Unica richiesta di annullamento con rinvio tra le 17 condanne inflitte in Appello è per il benzinaio di Corso Francia  

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"L'associazione di Buzzi e Carminati ha tutte le caratteristiche dell'associazione mafiosa, che rientrano perfettamente nel paradigma del 416bis". Lo ha detto il pg della Cassazione, Luigi Birritteri, nel corso della requisitoria nell'ambito del processo 'Mafia Capitale' a Roma.

"Confermare le condanne per Buzzi e Carminati"
Sono da confermare le condanne per Salvatore Buzzi (18 anni e 4 mesi) e per l'ex Nar Massimo Carminati (14 anni e 6 mesi) inflitte dalla Corte di Appello di Roma l'11 settembre 2018 nel processo Mafia Capitale.  Lo ha chiesto il pg della Cassazione nella sua requisitoria.

"Aggravare la posizione di Panzironi: era partecipe"
"Panzironi, come risulta dall'Appello, non è un concorrente esterno, è partecipe ed è la quintessenza del partecipe, senza di lui sarebbe venuto meno l'accesso all'amministrazione Alemanno". Così il Pg della Cassazione ha chiesto agli Ermellini di ridefinire il ruolo di Franco Panzironi, l'ex ad di Ama condannato già ad 8 anni e 4 mesi, nelle motivazioni del loro verdetto. 

Riesame solo per il benzinaio 
L'unico annullamento con rinvio tra le 17 condanne per reati di mafia emesse nell'appello di Mafia Capitale, è stato chiesto dal Pg della Cassazione per Roberto Lacopo (8 anni), il benzinaio di Corso Francia a Roma, dove Carminati riuniva i suoi. Per il Pg, manca la motivazione sulla consapevolezza delle "mire espansionistiche" del cosiddetto "Nero". 

"Non conta dimensione ma uso del metodo mafioso"
"Possiamo dire serenamente che quando si parla di associazioni mafiose le dimensioni non contano, conta se si è usato il metodo mafioso", ha affermato il procuratore generale della Cassazione Luigi Birritteri. "Il fatto da provare non è la violenza esterna ma il metodo mafioso, a cui si può far ricorso attraverso la blandizia, gli schieramenti di potere, l'appoggio alle campagne elettorali", ha sottolineato. L'associazione mafiosa si ha "quando i sodali si avvalgono del metodo mafioso - ha spiegato - E proprio l'utilizzo del metodo mafioso che fa la differenza e come viene percepito dalla collettività".  

Condannare politici e funzionari 
Sono da confermare tutte le condanne decise dalla corte di Appello di Roma agli imputati di Mafia Capitale che hanno rivestito ruoli politici nell'amministrazione capitolina, come anche funzionari e imprenditori. Lo ha chiesto il Pg della Cassazione, Mariella De Masellis, al termine della sua requisitoria.

Tutte le richieste della Procura generale 
La Procura Generale della Cassazione ha dunque chiesto ai giudici della VI sezione penale di confermare le condanne inflitte in Appello dichiarando inammissibili i ricorsi degli imputati. La richiesta è arrivata al termine della requisitoria che ha visto alternarsi i tre sostituti procuratori generali Luigi Birritteri, Luigi Orsi e Mariella De Masellis. Per quanto riguarda le accuse di mafia è stata chiesta la conferma delle condanne per 16 dei 17 imputati sollecitando l'annullamento con rinvio solo per il benzinaio di Corso Francia. Dei 32 ricorrenti sono infatti 17 quelli imputati per mafia. Per l'ex ad di Ama Franco Panzironi la Procura Generale ha chiesto il rigetto del ricorso con la riqualificazione della condotta come "partecipazione" al sodalizio e non come concorso esterno.
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