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ITALIA

12 dicembre 1969

Piazza Fontana 45 anni dopo: la "madre di tutte le stragi" ancora senza un colpevole

Quel giorno del 1969, alle ore 16.37, una bomba esplose all'interno della Banca Nazionale dell'Agricoltura e causò la morte di 17 persone e altre 88 rimasero ferite

Il luogo della strage
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di Carlotta Macerollo La strage di Piazza Fontana viene chiamata "la madre di tutte le stragi" perché da lì iniziò la cosiddetta "strategia della tensione" fatta di bombe, morte di civili sui treni e nei comizi sindacali. Quel 12 dicembre 1969, esplose un ordigno nella banca dell'Agricoltura nel centro cittadino di Milano che provocò la morte di 17 persone e il ferimento di altre 88. Molti, soprattutto i giovani, sanno poco o nulla di quel giorno terribile ma la conoscenza storica può aiutare a capire.

Processi e depistaggi
Le indagini si susseguiranno nel corso degli anni, con imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e di destra; tuttavia, alla fine tutti gli accusati saranno sempre assolti in sede giudiziaria. Nel 2005 la Corte di Cassazione ha affermato che la strage di piazza Fontana fu realizzata da "un gruppo eversivo costituito a Padova nell'alveo di Ordine Nuovo" e "capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura", che però non furono più processabili in quanto "irrevocabilmente assolti dalla Corte d'assise d'appello di Bari".

Le iniziative in programma
Diverse le iniziative in programma a Milano, a partire dal Consiglio comunale che si riunisce in seduta straordinaria. Nel corso della seduta interverranno i tre sindaci delle città più colpite dalle stragi di quegli anni di tensioni (Milano, Bologna e Brescia), il presidente dell'associazione familiari vittime di piazza Fontana, Carlo Arnoldi, e Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Anpi a nome del comitato permanente antifascista. Alle 16,37, quando scoppiò la bomba, si svolge la cerimonia della posa delle corone in piazza Fontana, mentre alle 17,20 da piazza della Scala parte il corteo che confluisce poi in piazza Fontana per i discorsi conclusivi. 

La desecretazione degli atti
Una stagione nera aperta il 12 dicembre 1969 con la bomba di Piazza Fontana e chiusa 15 anni dopo, il 23 dicembre 1984 con l'attentato al Rapido 904 Napoli-Milano, 17 vittime. Tutte le carte dei servizi segreti sulle stragi saranno desecretate e versate all'Archivio centrale dello Stato. Si tratta di 1.500 documenti per complessive 50mila pagine che potranno dunque essere liberamente consultate dai cittadini. Ad oggi è stato trasferito il 15% circa dei faldoni: l'attività di versamento proseguirà quindi gradualmente per concludersi entro il 2015. 

Il complesso lavoro, che ha impegnato a lungo il Dis, è stato svolto in attuazione della direttiva emanata dal premier Matteo Renzi lo scorso 22 aprile, che ha disposto la consultabilità dei documenti conservati presso tutti i ministeri e gli organismi di intelligence relativi alle stragi di Piazza Fontana (1969), Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), Questura di Milano (1973), Piazza della Loggia (1974), Italicus (1974), Ustica (1980), Stazione di Bologna (1980), Rapido 904 (1984). Finora sono stati versati documenti relativi a cinque eventi: Piazza Fontana, Peteano, Piazza della Loggia, Italicus e Bologna. 

Le carte degli 007 occuperanno ben 90 metri lineari di spazio dei 120 km di cui si compone l'Archivio dello Stato. Non ci sono solo documenti relativi alle stragi, ma anche ad altri eventi che hanno segnato quegli anni: dall'omicidio Calabresi al sequestro Cirillo, dall'uccisione di Pecorelli all'attentato al Papa. 
 
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