FOOD

Premio Testimoni di Diritti Umani

Pietro Parisi, lo chef contadino campione di solidarietà

Il cuoco campano riesce a valorizzare i prodotti della sua terra con ricette antispreco e tutti i giorni dedica parte del suo tempo e dei suoi profitti per aiutare chi ha bisogno

Pietro Parisi
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di Paola CutiniRoma "Io credo ancora nella mia terra, da molti considerata nemica, e credo nella necessità di dover aiutare chi è in difficoltà". Parla così Pietro Parisi. Il cuoco 'contadino' campano ha ricevuto il Premio Testimoni di Diritti Umani promosso dalla Lunid (Libera università dei diritti umani) come sostenitore di una "cucina etica e sostenibile" per tutti.

"Non so come ho fatto a prendere questo premio", commenta Pietro. Ma basta parlare qualche minuto per capire subito qual è la motivazione del riconoscimento: donazioni all'Unicef, impegno per far riscattare i detenuti, solidarietà per i migranti...

"Credo molto nella riabilitazione dei criminali e nel lavorare la terra. Per questo abbiamo donato al carcere di Secondigliano i mezzi per permettere ai detenuti di coltivare i due ettari di terreno che sono all'interno del penitenziario. Poi acquistiamo i loro prodotti", racconta Pietro. "Alcuni prigionieri, grazie a questo lavoro, sono passati dalle due alle sei ore d'aria giornaliere e tornano e provano piacere nel sentirsi utili". 

Un'altra storia, sempre legata alla terra, è quella di un ragazzo del Mali al quale Pietro ha donato i soldi - destinati al battesimo della figlia Antonia - per comprare un orto in Africa. "Questo giovane era stato pestato da alcuni razzisti. Quando l'ho conosciuto - dice Pietro - mi ha detto che il suo sogno era quello di comprare un appezzamento di terra per farla coltivare ai suoi familiari". Quel sogno si è realizzato e oggi si chiama "orto Antonia", in onore della figlia di Pietro, dove vengono coltivati legumi e cacao. 

Solidarietà, bontà d'animo e attaccamento alla terra. Questi elementi definiscono il 'cuoco contadino'. Parisi è tornato nella sua terra nel 2005. "Nel ristorante c'eravamo io, mia sorella e mia mamma. Oggi siamo in venti. E i ristoranti sono diventati quattro, quasi cinque con l'imminente apertura a Roma". E  Pietro continua a investire in Campania, contro le ecomafie, aiutando i piccoli agricoltori 'senza volto' (ovvero senza marchio) da cui acquista ogni giorni i prodotti per le sue attività.

E la genuinità dei prodotti fa sì che possano essere utilizzati in tutte le loro parti, anche quelle che spesso vengono destinate alla spazzatura. Così nascono le ricette antispreco di Pietro Parisi, altra peculiarità del cuoco che ha preparato per il Presidente della Repubblica Mattarella (in occasione della prima al San Carlo di Napoli) una pasta condita con "wasabi" ottenuto con il gambo del friarello. "Le bucce di melanzane frullate le facciamo diventare un 'falso' e saporito nero di seppia, oppure quelle del pomodoro samarzano, essiccate e grattuggiate le trasformiamo in farine". Le tecniche per la preparazione Pietro le ha imparate da Marchesi e Ducasse, ma il resto è tutto frutto dell'insegnamento della famiglia e dell'orgogliosa terra che ama tanto. 
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