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ECONOMIA

World Economic Outlook

Pil, Il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime per l'Italia: crescita più lenta del previsto

Ripresa al rallentatore per l'economia italiana: +0,4% nel 2015 e +0,8% nel 2016. Il taglio rispetto alle previsioni precedenti è di 0,5 punti percentuali. Frenano anche Eurolandia e il Pil mondiale. Bene gli Usa, malissimo la Russia

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New York L'economia italiana tornerà a crescere nel 2015, anche se lentamente e meno delle attese. Queste le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, che ha rivisto al ribasso di 0,5 punti percentuali le stime per l’anno in corso e per il 2016. Prospettive peggiorate anche per l’Area Euro e per il Pil mondiale, mentre sono migliorate quelle degli Stati Uniti.
 
Italia fanalino di coda del G7
Secondo l’Fmi, il Pil italiano salirà dello 0,4% nel 2015. Andrà un po’ meglio nel 2016, quando si arriverà a un aumento dello 0,8%. Una crescita al rallentatore, che rende l’Italia il fanalino di coda del G7.
 
Frenata per Eurolandia
La revisione delle stime sull’Italia avviene in un contesto di debolezza dell'intera Area euro, in cui frenano anche Germania e Francia, mentre si salva la Spagna. Il Pil di Eurolandia, dove a preoccupare l'Fmi sono "la stagnazione e la bassa inflazione", crescerà quest'anno dell'1,2% e dell'1,4% nel 2016 (rispettivamente -0,2 e -0,3 punti percentuali rispetto a ottobre).
 
Volano gli Usa, Russia in difficoltà
Per quanto riguarda le altre grandi economie, volano gli Stati Uniti, per i quali il rialzo previsto quest’anno è passato dal 3,1% al 3,6%. Frena bruscamente invece la Russia, che a causa del crollo dei prezzi del petrolio e delle aumentate tensioni geopolitiche registrerà un calo del 3% (prima si prevedeva una crescita dello 0,5%). Rallenta anche la Cina, per la quale si prevede un +6,8% nel 2015 (0,3 punti percentuali in meno rispetto alle stime precedenti).
 
Rallenta l’economia mondiale
Complessivamente, sarà l’intera economia mondiale a crescere meno del previsto. Il Fondo monetario internazionale ha rivisto le previsioni per l’anno in corso: l’aumento del Pil sarà del 3,5%, cioè 0,3 punti percentuali in meno di quanto si prevedeva. Tagliate anche le stime per il 2016, da +4,0% a +3,7%.
 
“Bisogno urgente di riforme strutturali in diverse economie”
"La crescita più debole per il 2015 e il 2016" mette in evidenza il "bisogno urgente di riforme strutturali in diverse economie", afferma l'Fmi. "L'economia globale si trova ad affrontare forti e complesse correnti e controcorrenti" dice il capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard, sottolineando che il calo dei prezzi del petrolio ha lati positivi e negativi, così come l'apprezzamento del dollaro, che anche se rischia di rallentare la ripresa americana è un "aggiustamento" positivo.
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