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MONDO

Il procuratore generale: "Ancora nessuna decisione presa"

Premier neozelandese: "Rivedere controllo delle frontiere e leggi per il porto d'armi"

In tribunale Tarrant, il 28enne australiano accusato dell'attacco nelle due moschee, ha fatto 'ok' con la mano, gesto utilizzato dai suprematisti bianchi e dai troll razzisti sul web. L'uomo ha inviato una mail alla premier e ad altre istituzioni e ai media (70 destinatari in tutto), contenente il proprio 'manifesto'.

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Ammanettato, una tunica bianca da carcerato, a piedi nudi e con un atteggiamento di sfida, il suprematista australiano Brenton Tarrant, che non aveva precedenti penali ma era ossessionato dall'idea che i musulmani stiano invadendo il mondo, è apparso in un tribunale di Christchurch all'indomani dell'attacco nelle due moschee di Chistchurch. Pochi minuti dopo il suo ingresso il 28enne australiano, accusato della strage, ha fatto 'ok' con la mano, un gesto utilizzato dai suprematisti bianchi e dai troll razzisti su internet. Lo rivela il New Zealand Herald pubblicando una foto. Le autorità neozelandesi potrebbero formulare ulteriori capi di accusa e il giudice ha ordinato la detenzione provvisoria fino a quando non verrà nuovamente riportato in tribunale, il 5 aprile.

Intanto dopo le dichiarazioni della premier neozelandese Jacinda Ardern sull'intenzione di rivedere la legislazione sulle armi, il procuratore generale David Parker ha chiarito che "non è stata presa ancora nessuna decisione in merito al bando delle armi semi-automatiche".

La premier neozelandese, parlando in conferenza stampa dopo l'attentato, ha affermato che il killer di Christchurch ha utilizzato cinque armi nell'attacco, compreso un fucile semiautomatico e pistole. Ardern ha poi sottolineato che questo era in possesso di una licenza per il possesso di armi.

A questo proposito la premier ha poi annunciato che nei prossimi giorni "saranno presi provvedimenti per la sicurezza della Nuova Zelanda". "Sarà necessario rivedere le leggi per il controllo delle frontiere e il porto d'armi", ha aggiunto. Ha chiesto inoltre ai residenti di Christchurch "di non lasciare le proprie abitazioni" per la massima allerta in corso.

La premier, il giorno dopo la strage, vestita di nero e con il capo coperto ha visitato un centro per rifugiati e si è recata nell'Isola del Sud per visitare anche i membri della comunità musulmana della città, ai quali ha garantito l'appoggio del governo. "La nostra solidarietà non è limitata al qui ed ora. La Nuova Zelanda è  il posto che tutti noi amiamo per la sua inclusione, la sua diversità. E io considero una missione personale come primo ministro difendere tutto ciò mentre sono in carica".

Tarrant inviò mail con il suo "Manifesto" al governo
Tarrant ha inviato, dieci minuti prima dell'attacco, una mail alla premier Jacinda Ardern, ad altre istituzioni e ai media (70 destinatari in tutto), contenente il proprio 'manifesto', The Great Replacement, e parlando della strage come di un fatto già accaduto. Lo rivela il sito del New Zealand Herald. "La mail", ha spiegato un portavoce del governo, "spiegava le ragioni dell'attacco. L'autore non scriveva che era quel che stava per fare. Non c'è stato modo di fermarlo".    La mail destinata alla Ardern è stata aperta dal suo ufficio e non da lei stessa: chi ha letto la mail ha seguito la procedura standard e ha 'girato' la segnalazione alla Parliamentary Security, che a sua volta l'ha data alla polizia.  Ardern non avrebbe voluto diffondere i contenuti della mail, l'orario di ricevimento né l'oggetto. Fra gli altri politici che hanno ricevuto la mail, il leader del partito nazionale Simon Bridges e il presidente del Parlamento Trevor Mallard.

Vittime e feriti
Sono state identificate alcune delle 50 vittime dell'attentato. Tra loro un afghano emigrato nel Paese con i suoi due figli nel 1977 e un rifugiato siriano che invece era arrivato con la famiglia solo qualche mese fa.  Intanto le autorità sanitarie di Christchurch hanno fatto sapere che sette feriti sono stati dimessi dall'ospedale, altri 39 stanno ricevendo le cure necessarie per ferite da arme da fuoco e 11 sono ancora in terapia intensiva. Ci sono anche quattro egiziani e tre giordani tra le vittime. Lo confermano i rispettivi governi. Mentre il portavoce del ministero degli Esteri del Pakistan, Muhammad Faisal, ha riferito che 9 pachistani, tra cui una donna risultano dispersi dopo l'attacco e che si stanno verificando le loro identità.

Iran: paesi islamici dopo attacco moschee
L'Organizzazione per la cooperazione islamica dovrebbe organizzare una riunione d'emergenza a livello di leader e di ministri degli esteri per discutere degli attacchi terroristici in Nuova Zelanda. E' quanto ha detto il ministro degli Esteri iraniano Javid Zarif in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Mevlut Cavusoglu, il cui Paese detiene la presidenza di turno dell'Oic.

Australia nega visto a guru della destra estrema Yannopoulos
Lo scrittore britannico di estremadestra Milo Yiannopoulos non potrà entrare in Australia per un tour programmato nei prossimi mesi. Lo ha deciso il ministro perl'Immigrazione australiano David Coleman, dopo che l'autore ha incolpato l'islam per l'attentato di Christchurch definendolo "una cultura religiosa barbara e aliena". Lo riporta la Cnn. Yiannopoulos aveva scritto su Facebook che i massacri come quello in Nuova Zelanda accadono perche' i governi "tollerano culture religiose barbariche, diverse". Cameron ha replicato che la strage a Christchurch è stato un "un atto di cattiveria pura".   Sempre in Australia, il senatore indipendente Fraser Anning è stato ricoperto di critiche - e colpito da un uovo marcio lanciato da un diciassettenne a Melbourne -  dopo aver scritto suTwitter che "c'è un indiscutibile legame tra l'immigrazione musulmana e la violenza".

"Tarrant era stato a lungo in Turchia"
Brenton Tarrant aveva trascorso "un lungo periodo di tempo" in Turchia. Lo riferisce una fonte ufficiale turca alla Cnn.   Ankara "sta investigando su movimenti e contatti del sospetto nel nostro Paese", ha sottolineato il funzionario precisando di credere che il killer sia stato anche in altri paesi dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa. Nel delirante manifesto razzista pubblicato su internet prima della strage, Tarrant augurava la morte al presidente turco Recep Tayyip Erdogan il quale ieri su Twitter ha condannato l'attacco definendolo "l'ultimo esempio di razzismo e islamofobia".

Turchia: agire contro islamofobia e razzismo
"La Turchia resterà al fianco della Nuova Zelanda nella lotta al terrorismo" e ora agire "contro l'islamofobia, il radicalismo, il razzismo e la xenofobia è cruciale". Lo ha detto il vicepresidente turco Fuat Oktay prima di partire alla volta della Nuova Zelanda. Lo scrive l'agenzia Anadolu.
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