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POLITICA

"C'è chi a sinistra combatte da sempre il Matteo sbagliato"

Primarie Pd. Renzi: "Chiunque vinca non farò la guerriglia che ho subito"

L'ex segretario: "Mi fa piacere che tutti e tre abbiano escluso accordi con i Cinque Stelle e ritorni al passato". Giachetti: In passato fatti errori ma basta con il fuoco amico

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"Primarie. Domani si vota per le primarie del Pd. Auguri ai tre candidati: Martina, Zingaretti, Giachetti. Mi fa piacere che tutti e tre abbiano escluso accordi con i Cinque Stelle e ritorni al passato. Chiunque vinca non dovrà temere da parte mia alcuna guerriglia come quella che io ho subito". Matteo Renzi non ha dichiarato per chi voterà domenica prossima, ma esprime nella eNews agli iscritti del partito comunque il suo apprezzamento per quella che è una posizione da lui sempre sostenuta e che i tre candidati alla segreteria del partito hanno rilanciato, ciascuno a suo modo: nessuna alleanza con M5S.

"Alcuni media - scrive ancora Renzi - dicono che si deve andare a votare 'contro Renzi'. Io penso che sia il riflesso condizionato di chi a sinistra combatte da sempre il Matteo sbagliato. Le primarie del Pd sono per I'Italia; al massimo sono contro Salvini e Di Maio. Ok, anche se votasse meno gente dell'altra volta non significa nulla: il Pd è l'unica forza politica che si affida alla democrazia, altro che piattaforma Rousseau. Grazie ai volontari dei gazebo!!".

"Io candidato ombra? Vinto due volte alla luce del sole"
Poi nel corso di una presentazione del suo libro, Renzi ha commentato le critiche sul suo ruolo alla vigilia delle primarie. "Io candidato ombra? Ma dai, mi sono candidato due volte alla luce del sole e due volte ho vinto col 70%". E ha aggiunto: "Ora l'importante è che chi vince da domani sia il segretario del Pd e possa avere l'aiuto di tutti gli altri. Ricordandosi i principi che i tre candidati hanno sottoscritto, ovvero 'no' al ritorno al passato e 'no' all'accordo con i Cinque Stelle".

Giachetti: fatti errori ma basta col fuoco amico
Intanto, uno dei candidati, il renziano Roberto Giachetti in alcune interviste parla "degli errori compiuti" ma "lo straordinario lavoro fatto emerge plasticamente guardando quello che hanno fatto quelli oggi al governo". Tra gli errori Giachetti indica "la personalizzazione del referendum, la legge elettorale, fare la commissione banch ein piena campagna elettorale" ma sono stati "errori che non mettono in discussione quello che abbiamo fatto", dice. Mentre tra le cause che hanno portato alla perdita di consenso del Pd, Giachetti cita "il fuoco amico, gente che cannoneggiava il lavoro fatto. I comitati per il No al referendum non li hanno fatti Salvini e Di Maio, ma Speranza e D'Alema". I fuoriusciti dal Pd "hanno lavorato per cinque anni per demolire una leadership votata da milioni di cittadini, spesso votando contro", dichiara Giachetti, che rimarca la differenza con l'intenzione di andarsene in caso di intesa con i 5 Stelle: "Io ho una storia e sono sempre stato dentro quando facevo battaglie di minoranza. Ma se il Pd prende la strada di un accordo con M5S, è una cosa contraria ai miei principi e valori. Se si va a un accordo con M5S, è il Pd che finisce e muore".

Sui numeri attesi il candidato dem ha poi aggiunto: "Mentre Di Maio è stato eletto con 53mila clic, e mentre alle fibre primarie di Salvini hanno votato 15 mila persone, noi siamo l'unica forza politica che fa selezionare la propria classe dirigente da centinaia di migliaia di persone". Così Roberto Giachetti a margine di una iniziativa a chiusura della campagna sua e di Anna Ascani per le primarie del Pd.
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